Dieci motivi per non votare Matteo Renzi

non votare Matteo Renzi

Matteo Renzi nel 2009 ha iniziato la scalata politica proponendo la sua ricetta per il ricambio generazionale. Renzi era partito in quarta sbandierando l’impegno di “rottamare” la vecchia politica italiana. Pochi anni sono bastati a trasformare il ragazzetto ambizioso nell’emblema stesso dell’odiato sistema per alcuni, in un navigato professionista della politica per altri.

Ecco perché una persona normale dovrebbe non votare Matteo Renzi. Piuttosto che votare Renzi, meglio (non) votare Berlusconi. Insomma meglio non andare a votare per nessuno. Un’astensione gigantesca è l’unica nostra Rivoluzione.

Le dieci ragioni per non dare il voto a Renzi

Non votare Matteo Renzi” il memorandum da portare con sé dentro la cabina elettorale.

1) Nel febbraio 2014 la nascita del Governo Renzi era stata accolta con molta fiducia e aspettative favorevoli. L’Italia era scoraggiata, divisa, sembrava incapace di modernizzarsi. Quattro anni dopo l’Italia non solo non ha risolto, o avviato a soluzione, i suoi problemi di fondo. Non è nemmeno più fiduciosa, o più serena. La sua opera è in gran parte fallita. La ripresa dell’economia non c’è, i problemi sono sempre lì e non ha trovato una classe dirigente in grado di riscattarla. L’Italia oggi non è più moderna, o più equa, di quattro anni fa. Dovremmo chiedere i danni al Governo Renzi.

2) Renzi si era presentato come riformista e “rottamatore”, ha deluso una parte consistente dell’elettorato italiano. Ha ceduto alla tentazione dell’uomo solo contro tutti. L’Italia ha bisogno di essere radicalmente cambiata, non certo di essere guidata da un “condottiero”, con o senza stivali.

3) Renzi in questi anni ha mostrato un ego gigante e zero umiltà. Non ha voluto ascoltare né la pancia del Paese, né il suo partito. Risultato: il Paese è oggi più diviso, il PD è politicamente isolato ed è diviso. È molto lontano il 41% delle elezioni europee del 2014.

4) La strategia di sfondare a destra, raccogliendo i voti ex berlusconiani, per compensare l’eventuale perdita di voti alla sua sinistra, si è rivelata un’illusione. Renzi non ha sfondato.

5) La “Buona scuola” del Governo Renzi doveva essere, dopo dieci anni di tagli e la stabilizzazione di decine di migliaia di insegnanti precari, il biglietto da visita del suo governo. È stata invece un assoluto disastro.

6) Il “giglio magico”, il salvataggio e gli affari papà Renzi con Banca Etruria, le violente e spesso strumentali polemiche del popolo del web irregimentato dalla propaganda del M5S, hanno squarciato la narrazione del giovane premier, convinto fino all’ultimo di potere vincere quasi da solo, lui contro tutti gli altri, quando gli altri erano in realtà anche un pezzo del popolo del Pd.

7) Renzi è antipatico, sbruffone, con quell’aria che da’ perfino un po’ sui nervi. Ma questo non è proprio un errore, ci si nasce. Antipatico e cicciottello, logorroico e urticante non è errore politico, caso mai politico handicap. Renzi è un contaballe, in fondo è rimasto un boy scout molto ottimista. Un fessacchiotto che immagina un paese immaginario. Parla tanto, ma dice poco, quasi niente. Storytelling da pirla. Se l’è voluta e cercata.

8) Ha voluto mettere le mani niente meno che nel mercato del lavoro con il Jobs Act. Tante e troppo sfacciate sono state le promesse di Matteo Renzi sulla disoccupazione, per poter essere mantenute. Una riforma del mercato del lavoro, che avrebbe dovuto mettere fine a un ventennio di legislazione frammentaria e poco coraggiosa… Meglio lasciar perdere, ci si fa male a impicciarsi.

9) Renzi e l’Europa. Il 2 luglio 2013, Renzi pronuncia al Parlamento europeo il suo discorso di insediamento, in qualità di presidente di turno della UE. Anziché impostare un programma ambizioso e imporre una sua visione “forte” per l’Europa, si limita a chiedere un indebolimento del Patto di stabilità, che oltre ad essere quasi impossibile, appare ai più una sorta di baratto di affari personali.

10) Matteo Renzi ha rottamato il Matteo Renzi che voleva rottamare tutti. Anni di “rottamazione” hanno “rottamato” il partito stesso, e i “rottamanti”. Il Renzi di oggi, quello rimasto, è peggio di Berlusconi e sa che alle prossime elezioni perderà. E probabilmente sarà costretto a governare proprio con Berlusconi.

Secondo te chi vincerà le prossime Elezioni Politiche del 2018?

View Results

Loading ... Loading ...

Commenti

  1. […] Un’altra buona ragione per non votare Renzi. […]