Elezioni Politiche 2018: Perché dico di non andare a votare

non andare a votare

L’unica cosa giusta da fare alle elezioni politiche del 4 marzo è non andare a votare. Nessuno potrà vincere, nessuno potrà governare, nessuno concorrerà davvero allo sviluppo democratico di una società civile. Queste sono elezioni-truffa il cui unico interesse è inciuciare per la poltrona e noi cittadini non dobbiamo esserne complici.

Questa truffa è sotto gli occhi di tutti: non dobbiamo andare a votare, dobbiamo astenerci dal farlo. È l’unica forma di protesta che abbiamo. È l’unica arma in nostro possesso.Il voto è un diritto fondamentale, e in tempi in cui di diritti si fa un gran parlare è paradossale rinunciare all’esercizio di uno così fondamentale. Ma oggi il significato del voto è cambiato: ha perso quell’aura di “sacralità” legata alla conquista della libertà dopo la dittatura.

Nelle grandi democrazie, e nelle piccole come in Italia, non andare a votare è un diritto sacro. Se l’offerta al mercato delle opzioni politiche non coglie il gradimento dell’elettore, il medesimo se ne sottrae molto consapevolmente. Votare non è agire, né assumersi la responsabilità della propria vita. Ne è l’esatto opposto.

Chi dovrebbe andare a votare l’Uomo qualunque, Berlusconi? Il pregiudicato per frode fiscale, indagato per le stragi mafiose del 1993, pagatore seriale di Cosa Nostra e pluriprescritto per corruzione semplice e giudiziaria, per falso in bilancio e per compravendita di senatori avversari? Ho già scritti le 10 ragioni per non votare Berlusconi.

Oppure il suo alleato Salvini del partito razzista Lega Nord? Inorridisco, e anche di lui ho scritto le dieci ragioni per non votarlo. A sentire Renzi mi viene il voltastomaco.

Rimane Di Maio e il Movimento 5 Stelle. Se dovessi andare a votare, darei il mio voto a loro. Perché devo continuare a farmi prendere per il culo dai soliti politici? Ma ormai sia sul piano del metodo e della pratica politica il M5S sono in perfetta continuità con quanto l’Italia ha vissuto negli ultimi decenni.

Il Movimento 5 Stelle, guai chi lo critica, oggi è una evoluzione del partito personale, partito azienda. L’unica parola d’ordine (vera) rimasta a disposizione del Movimento è che gli altri sono peggio. Troppo poco per votarli. Lo si sapeva già.

Oppure dovrei votare le varie galassie dei partitini? Siamo seri.

Io sto fermo un giro. Non andare a votare è una risposta di buon senso ed è una scelta politica. Voglio vivere in un mondo senza padroni né schiavi. Quindi, non voto.

Non votando io mi schiero apertamente, altro che nascondimento. Rendo la mia scelta visibile a tutti. Non mi trincero nemmeno dietro la segretezza del voto, e non ho paura di dimostrare con i fatti come la penso. Ricordate che in Italia il partito più popolare è sempre quello degli astenuti. In 40 anni si è perso il 40% di votanti.

Il voto è un diritto, e in parte un dovere, ma non un obbligo, pertanto il cittadino può decidere di rinunciarvi come e quando lo ritiene opportuno. Basta farsi truffare. Questa politica ha nauseato. Un’astensione gigantesca sarebbe uno choc straordinario, l’unico forse in grado di risvegliare la domenica delle salme.

Scommettiamo che alle prossime elezioni la percentuale alle urne sarà inferiore rispetto al 75,2% del 2013?

Secondo te chi vincerà le prossime Elezioni Politiche del 2018?

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Commenti

  1. […] Altro che liste pulite, gli impresentabili sono vivi e vegeti anche in queste elezioni. Persone che non sono certo degne di rappresentare nessuno. Il pesce puzza sempre dalla testa, anche per questa ragione io non vi voto. […]

  2. […] votare Matteo Renzi. Piuttosto che votare Renzi, meglio (non) votare Berlusconi. Insomma meglio non andare a votare per nessuno. Un’astensione gigantesca è l’unica nostra […]

  3. […] L’astensione è la sola forma di protesta civile possibile contro l’arroganza di una classe politica che non ha mai preteso tanto potere come ora che la sua credibilità è prossima allo zero. Io non vi voto! […]

  4. […] un mese esatto alle elezioni politiche (io non voto, e vi ho spiegato il perché), periodo abbondante di perle ai porci. Difficile sceglierne solo tre. Ma questo duro lavoro […]