Razza Leghista

razzismo Lega Nord

L’ossessione razzista della Lega Nord. Dagli insulti quotidiani di Umberto Bossi e Matteo Salvini, alle pittoresche esternazioni razziste dello sceriffo Gentilini passando per il fu Gianluca Buonanno fino alle recenti dichiarazioni sulla razza bianca del candidato leghista alla presidenza della Lombardia Attilio Fontana.

Lega Nord il partito razzista

Ecco tutto il razzismo della Lega Nord che è trasudato dalle parole degli esponenti del Carroccio in questi 27 anni. Vere e proprie perle ai porci per razzisti-coglionisti.

  • Umberto Bossi:

“A Milano le case si danno prima ai 42 mila lombardi che aspettano un alloggio e non al primo bingo bongo che arriva”.

“Hanno programmato un flusso di dieci o quindici milioni di immigrati nei prossimi dieci anni perché questa maledetta razza pura, razza padana, razza eletta, va tenuta nella colonia celtico congolese”.

  • Matteo Salvini, Festa di Pontida 2009:

“I poverini non sono quelli di Lampedusa che vengono disinfettati: i poverini sono i cittadini di Lampedusa e di Bergamo che poi vengono derubati da chi viene disinfettato”.

“Ho scritto al presidente di Atm perché valuti la possibilità di riservare le prime due vetture di ogni convoglio alle donne che non possono sentirsi sicure per l’invadenza e la maleducazioni di molti extracomunitari. E andando avanti così le cose saremo davvero costretti a chiedere dei posti da assegnare ai milanesi: sono davvero una minoranza e come tale va tutelata”.

Da leggere: Dieci ragioni per non votare Salvini

  • Dolores Valandro, ex consigliere leghista di quartiere a Padova, rivolto al ministro per l’Integrazione Cècile Kyenge:

“Ma mai nessuno che se la stupri, così tanto per capire cosa può provare la vittima di questo efferato reato? Vergogna”.

  • Giancarlo Gentilini, ex sindaco di Treviso, il primo a portare sul petto la stella di sceriffo accanto alla fascia tricolore:

“Era domenica e ho visto nella zona della stazione decine di negri seduti sulle spallette del ponte, altri extracomunitari seduti sulle panchine e sacchetti e zaini attaccati penzoloni ai rami degli alberi. Il giorno dopo sono andato dal prefetto perché non tollero che Treviso diventi una terra di occupazione”. 

“Voglio la rivoluzione contro chi vuole aprire le moschee e i centri islamici. Qui ci sono anche le gerarchie ecclesiastiche che dicono “lasciate anche loro pregare”. No! Vadano a pregare nei deserti. Aprirò una fabbrica di tappeti e regaleremo i tappeti ma che vadano nei deserti”.

“Darò immediatamente disposizioni alla mia comandante (dei vigili) affinché faccia pulizia etnica dei culattoni. I culattoni devono andare in altri capoluoghi di regione che sono disposti ad accoglierli. Qui a Treviso non c’è nessuna possibilità per culattoni o simili”.

“Condivido in pieno quello che sta facendo l’Ungheria (…) Al momento, nessuno ha destinato clandestini all’accoglienza nel nostro Comune ma in alcuni dei paesi vicini, in Valsesia ed in Valsessera, arriveranno, è già stato deciso. Quindi, mi sto quindi attrezzando per difendere il territorio della mia città (poco meno di 13 mila abitanti, ndr). I clandestini non li voglio, e basta, considero un insulto anche solo il fatto di propormeli. Ci sono già abbastanza problemi per la nostra gente: c’è chi non ha lavoro e chi non trova i soldi per pagare il funerale dei suoi parenti (…) I clandestini se ne stiano alla larga. Se da altre parti i sindaci se li vorranno prendere, facciano pure. A Borgosesia non entreranno, dovranno tornare indietro. Se e quando arriveranno dei clandestini dalle mie parti metterò il filo spinato carico di energia elettrica intorno al perimetro del territorio del mio Comune per non farli entrare. Esattamente come si fa con i cinghiali (…) Bisognerebbe usare gli agenti e i gas lacrimogeni con questa gente (…) Con i clandestini non ci vuole la linea dura, ma durissima. E quei profughi che contestano il cibo e protestano perché vogliono i documenti? Li lascerei senza mangiare, solo acqua. Uno che scappa dalla guerra pretende di mangiare come al ristorante? Gli italiani non sono scappati quando c’era la guerra da noi, sono rimasti e hanno combattuto per la loro patria. Questi qua che arrivano, a parte donne e bambini, sono solo dei codardi”.

  • L’ideologo leghista Gianfranco Miglio:

“C’è chi sostiene che per non esser razzisti bisognerebbe anche abbracciare le scimmie, ma questo atteggiamento non mi pare che in Italia abbia seguito. (…) L’universalismo antirazziale che vuole tutti uguali, dalla scimmia ad Einstein, è un’ideologia arrabbiata che non porterà mai da nessuna parte”.

  • L’eurodeputato Mario Borghezio:

“Contro i clandestini ci vorrebbero bastoni ovunque, a ogni angolo di strada”.

“Agli immigrati bisognerebbe prendere le impronte dei piedi per risalire ai tracciati particolari delle tribù”.

“La parola ‘negra’ in Italia non si può dire ma solo pensare. Fra poco non si potrà neanche dire clandestino, si dirà sua eccellenza. Gli africani sono africani, appartengono a un’etnia molto diversa dalla nostra. Non hanno prodotto grandi geni, basta consultare l’enciclopedia di Topolino. Kyenge fa il medico, gli abbiamo dato un posto in una Asl che è stato tolto a qualche medico italiano”.

“Le negre le ho provate quando sono stato in Africa, nello Zaire. Le katanghesi! Prodotto notevole. Mica come le bruttone nigeriane che battono da noi”.

  • Erminio Boso e Sergio Divina, ex consiglieri provinciali di Trento della Lega Nord:

“Crediamo sia giunto il momento di prevedere sul treno degli appositi vagoni per extracomunitari, e delle carrozze riservate ai poveri italiani”. Il motivo? “Gli stranieri si tolgono le scarpe e puzzano”.

“Rassista mi? Si figuri. Me la sono fatta con donne di tutti i colori. Anche con una gialla. E una nera. Quelli che non sopporto sono i delinquenti, i ladri, i travestiti, i finocchi, gli spacciatori. Già non li sopporto quando sono bianchi, si figuri negri”.

  • Giorgio Bettio, ex consigliere comunale di Treviso

“Occorre usare con gli immigrati lo stesso metodo delle SS: punirne dieci per ogni torto a un nostro cittadino”.

  • Attilio Fontana, candidato leghista alla Regione Lombardia:

“Dobbiamo decidere se la nostra etnia, se la nostra razza bianca, se la nostra società devono continuare a esistere o se la nostra società deve essere cancellata. È una scelta. Se la maggioranza degli italiani dovesse dire noi vogliamo auto eliminarci, vorrà dire che noi che non vogliamo auto eliminarci ce ne andiamo da un’altra parte”.

Secondo te chi vincerà le prossime Elezioni Politiche del 2018?

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Commenti

  1. […] “Io razzista? No, assolutamente. Razzismo significa sentirsi superiori a qualcuno. Io non mi sento tale… I vescovi ce l’hanno con la Lega e l’accusano di essere razzista? Rispondo con assoluta pacatezza, chiedendo un confronto al portavoce dei Vescovi italiani a cui spiegherò che la Lega, come ormai agli italiani è evidente, è l’unico argine al razzismo. Lo chiamerò io, un candidato premier ha piacere a fare questo gesto”. […]