Quella irresistibile voglia degli etichettatori della domenica

etichetta politica

Uno sport molto in voga in Italia è quello di etichettare politicamente (destra o sinistra, dipende dall’etichettante) chi esercita il libero pensiero. Parole per ferire.

Con “etichetta sociale o politica” si intende una parola che viene utilizzata per catalogare una persona in un determinato gruppo sociale. Tali etichette sono spesso utilizzate in modo dispregiativo e discriminatorio, causando nei destinatari sofferenza e sentimenti di fallimento.

Ecco alcune delle etichette sociali e politiche più diffuse sui social

Considerazioni sulle etichettature sociali e politiche degli opinionisti della domenica facebookiani spesso utilizzate per erigere un muro e per seminare odio.

Fascisti – Nazisti: Tipo di persone che amano circondarsi di simboli del ventennio, croci celtiche e foto di Hitler e Mussolini, fanatici della nazionalità di appartenenza, senza pensare che in particolare questa nazione, l’Italia è un miscuglio di razze dalla greca alla araba alla spagnola. Almeno i nazisti hanno il riferimento ariano, da noi l’italiano tipico potrebbe essere anche un calabrese medio, scuro, barbuto ed alto 1,60.

Comunisti. Razza estinta perchè è estinta la classe operaia, ma necessaria per coloro che si considerano fascisti. Oramai le teorie comuniste non valgono più in Europa, il capitale esiste, ma lo sfruttamento della classe operaia avviene in cina, india e paesi limitrofi, chi la fa più la rivoluzione in Italia?

Cattocomunisti. Ottimo argomento per i fascisti, ottimi nemici che giustificano l’appartenenza alla destra, cattolici ce nè a iosa, comunisti abbiamo già detto che non ce nè più.

Clericofascisti. Questi andavano di moda negli anni 80, e giustificavano l’esistenza dei comunisti antifascisti e contro la chiesa.

Buonisti. In genere preceduto dalla parola “falsi“, perchè secondo i fascisti predicano bene, ma razzolano male perchè non si prendono gli immigrati “a casa loro”. È l’insulto definitivo.

Qualunquisti. Usato in un senso sprezzantemente negativo verso chi vuol fare di tutta l’erba un fascio, che se la prende con tutto e tutti, sulla scia, solitamente, di stupidi luoghi comuni. Generalmente utilizzato come ultima spiaggia generica dispregiativa.
qualunquisti
Da leggere: Chi è l’Uomo Qualunque

Conclusioni

Se vuoi proprio offendere scegli la parola giusta. L’etichetta giusta. L’insulto è un arte. Come scrisse Gianni Rodari, con una sua filastrocca diventata famosa specialmente nella versione musicata e cantata da Sergio Endrigo:

Abbiamo parole per vendere,
parole per comprare,
parole per fare parole.
Andiamo a cercare insieme
le parole per pensare.

Abbiamo parole per fingere, parole per ferire,
parole per fare il solletico.
Andiamo a cercare insieme
le parole per amare.
Abbiamo parole per piangere, parole per tacere,
parole per fare rumore.
Andiamo a cercare insieme
le parole per parlare.

Mi sa che sono anche io un buonista qualunquista e pure moralista. Me ne farò una ragione.

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