Stipendi ecclesiastici: Quanto guadagnano preti, suore, vescovi, cardinali e il Papa

Quanto guadagnano preti, suore, vescovi e il Papa?

Vi siete mai chiesti quanto guadagna il Papa, preti o i vescovi? Insomma, a quanto ammontano i vari stipendi ecclesiastici? Facciamo i conti in tasca al Vaticano, vediamo insieme quanto guadagnano.

Piccola premessa. Papa Francesco, con il suo arrivo, ha imposto, tra le altre cose, sostanziosi tagli agli stipendi ecclesiastici, o “remunerazione” visto che, sulla carta, nessun membro di Sacra Romana Chiesa viene pagato per quello che fa.

Ecco tutti gli stipendi del clero

Lo stipendio fisso di un parroco? 1.000-1.200 euro al mese, offerte escluse. I vescovi? 3.000 euro. E il Papa? Lui zero euro, non ha stipendio, ma può accedere liberamente all’Obolo di San Pietro, un istituto che raccoglie le donazioni che arrivano il 29 giugno, giorno di San Pietro e Paolo, e dal quale vengono prelevati i fondi per aiutare le persone bisognose che, disperate, chiedono aiuto a Papa Francesco.

Tutto questo denaro arriva in gran parte dai fondi dell’8 per mille. Nel 2012 ha ricevuto 1 miliardo 148 milioni 76 mila e 594 euro, di cui 117.430.056 euro a titolo di conguaglio per l’anno 2009 e 1.030.646.537 euro a titolo di anticipo dell’anno 2012. Vediamo gli stipendi del clero nel dettaglio.

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Lo stipendio di un prete

Lo stipendio di un prete può andare da un minimo di 988,80 ad un massimo di 1.866,36 euro lordi mensili per 12 mensilità (vedere il rendiconto anno 2015 dell’Istituo centrale di sostentamento del clero). In pratica parliamo di circa mille euro netti al mese, offerte escluse, ma può arrivare a 1.200 se è esperto e anche responsabile di una parrocchia. Praticamente guadagnano quanto un operaio o un di bracciante agricolo. I sacerdoti in totale sono poco più di 35mila.

Se invece insegna religione e percepisce già un compenso, il Vaticano aggiunge solo la diffrenza. I soldi vengono distribuiti dall’Istituto centrale per il sostentamento del Clero, organo della Cei preposto al mantenimento del clero.

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Lo stipendio di vescovi e cardinali

Cardinali, arcivescovi capi di dicastero o di pontifici consigli guadagnano da 3.000 a 5.000 più bonus per Pasqua e Natale.

La paga di un vescovo raggiunge i tremila euro, che è invece la cifra minima per un arcivescovo a capo di un dicastero pontificio. Per chi ricopre funzioni amministrative o consiliari lo stipendio varia infatti dai tre ai cinquemila euro. I cardinali si collocano nella fascia più alta, dai cinquemila in su, donazioni escluse.

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Lo stipendio di suore e frati

Le suore e i frati non percepiscono stipendio, a meno che non facciano un’attività esterna alla loro vita ecclesiale (es. insegnante), allora in quel caso prendono i soldi del lavoro che svolgono come un comune civile.

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Lo stipendio dei preti e suore di corsia degli ospedali

Negli ospedali più grandi è messo a disposizione un servizio di conforto spirituale di religione cattolica (su richiesta del singolo malato possono essere presenti anche figure religiose di diverse confessioni). Questi dovrebbe essere su base volontaria.

I singoli sacerdoti, infatti, nei momenti liberi, dovrebbero rendersi disponibili gratis a supportare i malati con preghiere e confessioni. Invece, questo servizio, ha un costo, poiché i sacerdoti sono retribuiti per quelle ore, che vengono considerate di servizio: si stima che il costo complessivo possa arrivare fino a 35 milioni di euro annui. I preti che le suore che svolgono questo servizio a tempo pieno possono arrivare a ottenere ben più di 2000 euro mensili, molto più di un normale stipendio da prete.

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Lo stipendio di Joseph Ratzinger

Joseph Ratzinger, papa emerito della Chiesa cattolica, percepisce 2.500 euro di vitalizio, più i diritti dei suoi libri, poco più di uno stipendio di un funzionario.

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Lo stipendio di Papa Francesco

Papa Francesco può attingere liberamente allo Ior. Il Pontefice ha diritto a una rendita di 2.500 euro, Benedetto XVI la percepiva, ma Papa Francesco vi ha rinunciato e il suo stipendio è nullo. Come capo dello Ior, la banca vaticana, ha però accesso al fondo che raccoglie le donazioni a scopo benefico.

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Chi paga gli stipendi di ecclesiastici?

A pagare gli stipendi di preti e suore non è lo Stato italiano nemmeno il Vaticano. La verità sta nel mezzo.

L’ente che si occupa degli stipendi degli ecclesiastici è l’ICSC (Istituo centrale di sostentamento del clero), connesso alla CEI. L’Istituto gestisce direttamente gli stipendi di tutti i dipendenti religiosi. Gli ecclesiastici devono compilare il modulo P01 dove dichiarano quali siano le proprie attività all’interno della diocesi o della parrocchia: in base a quello si stabilisce un punteggio di anzianità che determina lo stipendio.

Per quanto riguarda le pensioni di preti e suore, esiste un fondo pensionistico chiamato Fondo del Clero: questo è gestito dall’Inps dello Stato italiano (che in questo caso, dunque, amministra una parte dei sostentamenti che la Chiesa dà ai suoi dipendenti). Il minimo di pensione che si può percepire se si è a gradi più bassi della gerarchia ecclesiastica (quindi un prete o una suora “semplici”) è di poco più di 900 euro mensili.

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Domanda provocatoria qualunquista

Mi sorge una domanda “provocatoria” spontanea, da Uomo Qualunque: Ma questi soldi che “guadagnano” come li spendono? Dove e come? In “festini” come spesso la cronaca ci racconta? Chiamerò Papa Francesco per chiederglielo.

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Commenti

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