Perle della settimana: Il pisello di Abid Jee, multare il cervello e i razzi di Razzi

perle della settimana

Domenica di Perle della settimana saporifere tutte da gustare. La democrazia è anche questo. Garantire a chiunque il diritto di dire e fare cazzate.

1° classificato: Abid Jee

“Lo stupro è un atto peggio ma solo all’inizio, una volta si entra …. poi la donna diventa calma e si gode come un rapporto sessuale normale”. Il commentato su Facebook dopo la violenza di gruppo ai danni di una ragazza polacca su una spiaggia di Rimini di Abid Jee, pakistano, studente di giurisprudenza e mediatore culturale (poi sospeso) della cooperativa sociale bolognese Lai-Momo (28 agosto 2017)

2° classificato: L’italiano originario della Brianza

“A te handiccappato che ieri hai chiamato i vigili per non fare due metri in più vorrei dirti questo: a me 60 euro non cambiano nulla ma tu rimani sempre un povero handiccappato… sono contento che ti sia capitata questa disgrazia!”. Italiano 40enne, incensurato, originario della Brianza, il 19 agosto ha attaccato un cartello all’interno del parcheggio del centro commerciale Carosello di Carugate (Milano) in cui insultava e offendeva un disabile colpevole di aver chiamato la polizia poiché la sua auto sostava nel posto riservato ai portatori di handicap.

Il messaggio è stato visto, fotografato e diffuso su Facebook da un passante, Claudio Sala: “Volevo condividere questa perla di civiltà trovata oggi al parcheggio sotterraneo del Carosello di Carugate…” ha scritto in un post con centinaia di condivisioni.

3° classificato: Antonio Razzi

“Condanno il lancio di missili e se vado a settembre dirò a Kim Jong-Un che questo non si può fare. Bisogna sempre dialogare. Lo dico da anni: non bisogna fare muro contro muro perché non porta bene a nessuno. Parliamo a tavolino, magari davanti a un piatto di spaghetti. La prova di forza di Kim talvolta lo vede costretto a fare certe cose perché nessuno vuole parlare di lui. Sia lui che il presidente della Repubblica mi hanno assicurato che non attaccheranno nessuno e che i missili sono solo per difesa. Il che mi ha sollevato. Loro sono di parola. Io Il 20 settembre sarò in Corea del Nord in veste privata ma se mi danno un compito di mediazione, gli Usa o l’Italia, lo accetto, sono a disposizione, i coreani mi vogliono bene perché ho sempre detto la verità su quel Paese”. Antonio Razzi (2 settembre 2017)