Homeschooling: 1500 famiglie in Italia non mandano i figli a scuola

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In Italia sempre più famiglie scelgono di avvalersi dell’istruzione parentale. Attualmente nel nostro Paese sono mille e cinquecento gli “homeschoolers”, minori che non si avvalgono dell’istruzione pubblica né di quella privata.

I bambini imparano a leggere e scrivere dai genitori, o da altre persone scelte dalla famiglia. L’homeschooling è uno stile di vita che mette al centro la famiglia.

Homeschooling in Italia: Come fare?

È una possibilità, perfettamente legale, fattibile, e praticata da molte famiglie in tutto il mondo. Quando si parla di homeschooling, bisogna distinguerne tre forme.

  • L’educazione domiciliare da parte di genitori che impartiscono ai figli l’istruzione.
  • Le scuole parentali in cui cooperative di famiglie si mettono insieme per educare senza formare scuole paritarie.
  • L’istruzione attraverso il web.

Per poter iniziare la scuola familiare è sufficiente inviare una comunicazione al Comune (meglio se la inviate in copia anche alla scuola di appartenenza) in cui vi assumete la responsabilità dell’istruzione del bambino secondo la normativa. Tutto qui, non ci sono altri obblighi burocratici.

Alcune famiglie preferiscono seguire orari giornalieri, utilizzando i testi e programmi scolastici, altre si affidano a un apprendimento più naturale e spontaneo dove si assecondano i bisogni, le interesse e capacità dei figli in veste di aiutanti e guide.

Non studiano per ricevere voti, per le pagelle o per la scuola, ma per sé stessi, per loro interesse. Probabilmente, il successo di questa forma di istruzione anche in Italia dipende in grossa parte dalla crisi della scuola pubblica.

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Homeschooling normativa

L’homeschooling, come abbiamo visto, in Italia non è vietato. L’istruzione dei propri figli è in primis una responsabilità dei genitori, non dello Stato.

L’art. 34 della Costituzione dispone che “l’istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita” sancendo quindi l’obbligatorietà dell’istruzione comunque impartita, quindi non necessariamente dalla scuola.

Questa non è una differenza di poco conto, per chi vuole scegliere l’homeschooling.

L’art. 30 recita: “È dovere e diritto dei genitori mantenere, istruire ed educare i figli, anche se nati fuori del matrimonio”, sottolineando quindi la responsabilità primaria dei genitori sull’istruzione dei figli.

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L’educazione parentale dai 6 ai 16 anni

La scuola parentale può essere praticata, fino ai 16 anni con il conseguimento dei saperi e delle competenze relativi ai primi due anni di istruzione secondaria superiore.

I doveri che spettano ai dirigenti scolastici sono, quindi, quelli di vigilare sull’effettiva istruzione che ricevono i ragazzi istruiti dalle famiglie senza usufruire dei servizi scolastici.

Non potendo valutare in altro modo l’effettiva fruizione dell’istruzione da parte dei ragazzi, le istituzioni sono tenute ad una valutazione annuale per certificare le competenze acquisite previste dai piani di studi personalizzati.

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Pro e contro

Gli homeschooler accusano la scuola tradizionale di educare i bambini all’omologazione e al nozionismo, costringendoli a una socializzazione forzata tra coetanei che impedirebbe loro di imparare dall’esperienza dei più grandi. A loro volta vengono accusati di elitarismo e­ di crescere bambini incapaci di far fronte a situazioni di stress, autocentrati e chiusi al mondo.

Homeschooling, cosa c’è di bello in questa scelta? La libertà! Libertà per la famiglia e per il figlio, libertà di tutto, libertà d’imparare e, cosa non da poco, la possibilità di dare spazio agli interessi spontanei dei figli.

Conclusioni

L’homeschooling è un fenomeno che la scuola pubblica con i suoi mille problemi non può permettersi di sottovalutare e ignorare. Negli Stati Uniti è ormai una realtà che coinvolge circa 2 milioni di bambini. L’istruzione parentale è molto diffusa anche in Inghilterra e in Canada.

Un film che vi consiglio di vedere per approfondire il tema è “Figli della libertà”, un documentario, uscito nel marzo 2017, realizzato da papà, Lucio Basadonne e mamma Anna Polio e dalla loro figlia, Gaia, otto anni che racconta la vita di chi è uscito dal “classico” sistema d’istruzione.

Voi cosa ne pensate? Siete favorevoli o contrari a questa vera e propria scelta di vita?

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Commenti

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