Terremoto Ischia: Più abusivismo, speculazioni, cemento e corruzione uguale più tragedie

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Ci risiamo. Basta una scossa del quarto grado Richter, forte ma non distruttiva, per far sbriciolare l’Italia. Una tragedia annunciata.

Casamicciola, la località più colpita, ha subito alla fine dell’Ottocento (1883) un terremoto distruttivo (decimo grado della scala Mercalli) che fece 2.313 vittime. Nonostante questo nessuno ha tenuto conto della sua storia sismica.

In genere un terremoto del genere fa oscillare i lampadari, fa barcollare le persone, sicuramente spaventa e spinge la gente a fuggire fuori di casa. Ma non dovrebbe mietere vittime, far crollare muri e distruggere ciò che poteva e doveva resistere. Invece ci ritroviamo con morti, feriti e con case crollate.

Ischia, l’Isola dell’abusivismo

Un’Isola che nei decenni è stata sempre più vittima del cemento selvaggio. “Caso esemplare di sfregio alle coste del nostro paese“, così definisce Legambiente nel rapporto annuale Mare Monstrum (un dossier sui reati ambientali costieri in Italia) Ischia.

L’isola di Ischia è tra le cinque zone dove l’abusivismo edilizio ha registrato i numeri maggiori in Italia. La Campania, sempre secondo Legambiente nel rapporto Ecomafia 2017, è la regione leader per quanto riguarda il cemento illegale, con il 17,3% dei reati. Capri, Ischia e mille altri luoghi, a volte carichi di bellezza e di storia, sono stati massacrati, insieme a centinaia di chilometri di coste da questo fenomeno incivile.

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Una casa non in regola ogni 2 abitanti

Sono oltre seicento le case abusive, spesso costruite con cemento impoverito, destinate ad essere demolite sull’Isola d’Ischia. Ventisettemila, invece, le pratiche di condono presentate negli ultimi 30 anni, in virtù delle tre leggi di sanatoria degli abusi, le ultime due firmate Berlusconi. Una marea di cemento fuorilegge.

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Per i sindaci dell’Isola la speculazione edilizia non c’entra

I sindaci dei sei comuni si uniscono in un coro: l’abusivismo non c’entra nulla con i crolli. In una nota congiunta, i primi cittadini dell’isola “deplorano le notizie false relative a presunti danni e crolli in tutta l’isola e alle inesistenti connessioni tra l’evento sismico e i fenomeni legati all’abusivismo edilizio, rilevando che i crolli circoscritti alla zona colpita, hanno interessato per lo più strutture antiche e risalenti tra le quali finanche una chiesa già distrutta dal terremoto del 1883 e poi riedificata. Ischia non è colpita dall’abusivismo più di altre parti d’Italia”.

Ecco lo scarica barili. Mal comune, o abusivismo comune, mezzo gaudio.

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Più cemento più ricchezza

Sporca speculazione, non abusivismo di necessità. L’albergo vuole più stanze, i clienti raddoppiano, il fatturato quadrupla. Ogni stanza in più, anche in case private, significa oro. Voti contro cemento oppure soldi contro cemento. Per non parlare delle connivenza delle pubbliche amministrazioni con la criminalità organizzata. Tutti colpevoli, tutti golosi.

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Barricate per difendere le case tirate su senza regole. Da anni, tra cittadini e autorità la battaglia è aperta: cronache locali raccontano di scontri per difendere le case abusive, con feriti e denunce. Vere e proprie guerriglie urbane per difendere le case abusive.

Gridiamolo, diciamoci la verità. Non si vuole combattere seriamente certi fenomeni. Ad un anno dal sisma nel centro Italia non è stato fatto nulla di significativo sul piano della prevenzione e dell’adeguamento. Buone idee come “mettere in catene” i nostri centri storici a rischio per difenderli dai terremoti, non sono state manco prese in considerazione. Perchè?

L’abusivismo, le speculazioni, il cemento e la corruzione conviene a tutti. Aspettando la prossima tragedia.