“Come un uomo sulla terra”, il documentario che racconta il dramma dei migranti

Come un uomo sulla terra” è un documentario del 2008, prodotto in Italia e diretto dai registi Andrea Segre, Riccardo Biadene e Dagmawi Yimer, che per la prima volta hanno raccontato il dramma dalla voce diretta dei migranti africani sulle conseguenze in termini di vite umane derivati dagli accordi avvenuti tra Gheddafi e Berlusconi. Un accordo da cinque miliardi di euro che doveva darci “più petrolio e meno clandestini“.

La crisi umanitaria attuale è legata alle scelte securitarie e repressive sviluppate dai paesi europei, che hanno preferito finanziare polizie e milizie nord-africane, libiche in particolare, invece di capire le scelte e i diritti degli esseri umani in fuga.

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Un documentario quanto mai attuale, da vedere

Come un uomo sulla terra“Come un uomo sulla terra” ha svelato le terribili violenze subite dai migranti arrestati e respinti in Libia. Tutto questo avveniva nel silenzio complice dell’Europa e dell’Italia. Si tratta di persone intercettate nel Mar Mediterraneo mentre tentavano di raggiungere l’Europa in fuga da conflitti armati, povertà estrema, persecuzione, torture e altre violazioni dei diritti umani.

Un viaggio di dolore e dignità, attraverso il quale Dagmawi Yimer riesce a dare voce alla memoria quasi impossibile di sofferenze umane, rispetto alle quali l’Italia e l’Europa hanno responsabilità che non potevano rimanere ancora a lungo nascoste.

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La verità, tragica e insopportabile del film

Dagmawi studiava Giurisprudenza ad Addis Abeba, in Etiopia. A causa della forte repressione politica nel suo paese ha deciso di emigrare. Nell’inverno 2005 ha attraversato via terra il deserto tra Sudan e Libia. In Libia, però, si è imbattuto in una serie di disavventure legate non solo alle violenze dei contrabbandieri che gestiscono il viaggio verso il Mediterraneo, ma anche e soprattutto alle sopraffazioni e alle violenze subite dalla polizia libica, responsabile di indiscriminati arresti e disumane deportazioni.

Sopravvissuto alla trappola Libica, Dag è riuscito ad arrivare via mare in Italia, a Roma, dove ha iniziato a frequentare la scuola di italiano Asinitas Onlus, punto di incontro di molti immigrati africani.

Qui ha imparato non solo l’italiano ma anche il linguaggio del video-documentario. Così ha deciso di raccogliere le memorie di suoi coetanei sul terribile viaggio attraverso la Libia, e di provare a rompere l’incomprensibile silenzio su quanto successo nel paese nordafricano.

Fra il 2006 e il 2007, secondo fonti libiche, 95.570 stranieri hanno vissuto l’odissea terribile di Dag, e degli altri.

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“Come un uomo sulla terra”, un esempio di informazione corretta

Le tematiche trattate da “Come un uomo sulla terra”, selezionato nella cinquina del David di Donatello per il migliore documentario, vincitore di ben tre premi come miglior film al SDF 2008 e trasmesso anche dalla Rai, sono state proposte come un esempio di informazione esclusa dai mass media, dove, le notizie che riguardano il continente africano e l’immigrazione vengono trattate in modo distorto, selezionate con criteri eurocentrici e infarcite di balle.

Per maggiori info visitate il sito ufficiale del documentario.