La farsa dei 6.400 posti di lavoro della propaganda pro-F35

posti di lavoro F35

Smontato anche uno dei principali cavalli di battaglia della propaganda pro-F35. I famosi 6.400 posti di lavoro ripetuti da anni e promessi in tutti i documenti ufficiali (studio di PricewaterhouseCoopers, per conto di Lockheed Martin), e in tutte le dichiarazioni pubbliche della Difesa, erano un bluff.

Come si legge nella relazione della Corte dei Conti sul rendiconto generale dello Stato 2016, “la stima dei ritorni occupazionali generati da parte dell’Industria, inizialmente pari a 6.400 posti di lavoro, è ritenuta realisticamente realizzabile in 3.586 unità, anche sulla base dell’aggiornamento di Leonardo–DV di febbraio 2017″.

Vale a dire la metà degli occupati previsti, è pensare che la Difesa inizialmente parlava di un ritorno occupazionale pari addirittura a 10mila posti di lavoro. Balle.

Invece di comprare gli F35, il cui costo di un singolo aereo è di 130 milioni di dollari, sarebbe molto più sensato costruire una flotta di Canadair ed elicotteri anti-incendio poderosa. Visto che, mentre l’Italia come ogni estate sta bruciando, su 32 elicotteri antincendio ben 28 sono a terra.

Il progetto F35 è pura follia, soprattutto in una fase di crisi economica e sociale così drammatica per milioni di cittadini. La lobby delle armi è più forte delle esigenze dei cittadini. Il busi­ness della guerra non si tocca.