Incidenti mortali in aumento, colpa dello smartphone

smartphone il killer della strada

La “distrazione da smartphone” è diventata la prima causa di incidente stradale in Italia, superando l’eccesso di velocità, e la guida in stato di ebbrezza. Siamo di fronte a una vera e propria emergenza.

A dirlo sono i dati diffusi dalla Polizia di Stato durante un convegno sugli effetti della legge sull’omicidio stradale. Nei primi 15 mesi dalla sua entrata in vigore, sono stati rilevati 894 incidenti mortali e in 479 casi (il 53%), è stato contestato il nuovo reato. Le persone arrestate sono trentadue e i casi gravi, quelli per i quali è prevista la detenzione fino a 12 anni, sono stati 26. Dal 2001 all’anno scorso, le vittime della strada erano sempre andate diminuendo, con la sola eccezione del 2015.

Il micidiale cocktail tra distrazioni da telefonino e circolazione dei mezzi sulle strade purtroppo coinvolge anche motociclisti, ciclisti e pedoni. I tempi di reazione di chi guida e contemporaneamente usa un dispositivo elettronico, secondo l’Ania, si riducono del 50%. Mandare un semplice messaggio su WhatsApp quando si è al volante, significa autocondannarsi a un black out di 10 secondi e alla perdita di vista di 300 metri di strada.

Secondo il capo della Polizia, Franco Gabrielli, gli smartphone sono “una iattura, strumenti eccezionali, straordinari, che ci hanno cambiato la vita ma che stanno anche modificando i nostri livelli di attenzione. E se è importante essere connessi con il mondo, è soprattutto importante essere connessi con il mezzo che guidiamo”.

Da anni la Polstrada si batte per la sospensione della patente per chi utilizza lo smartphone durante la guida, già dalla prima violazione (attualmente, invece, è previsto solo in caso di recidiva). Un “pugno duro” necessario per limitarne l’uso e salvare parecchie vite.