Vittima dello Stato: Disoccupata si da fuoco per disperazione

disoccupata si dà fuoco davanti all'Inps

Concetta Candido, 46 anni martedì mattina è entrata negli uffici della sede centrale dell’Inps, a Torino, con due bottiglie di alcol nella borsa.

La donna, senza figli, da dieci anni faceva le pulizie nella birreria-ristorante vicina a casa, e con un compagno anch’egli disoccupato, vive da sola a Settimo Torinese, poco lontano dalla casa dei genitori, ha atteso pazientemente il suo turno, poi davanti all’impiegata che cura le pratiche per l’indennità di disoccupazione, ha chiesto delucidazioni proprio sull’indennità di disoccupazione, poi la situazione è degenerata. Per ottenere l’assegno mancava un semplice certificato medico, un cazzo di solito cavillo burocratico che si è trascinato per settimane.

Si è cosparsa torace e volto di alcol e si è data fuoco. “Non ce la faccio più!”, avrebbe gridato, dopo aver discusso con l’impiegata. Sono intervenute un paio di persone che erano in coda. Anas Sabi, un ragazzo marocchino, un musulmano, ha afferrato un estintore e ha spento il fuoco. “L’ho vista prendere fuoco, è stato terribile”, ha raccontato, “ringrazio il Signore per avermi dato la forza di reagire e per avermi fatto rimanere calmo e lucido”. In Italia da quando è ragazzino, il marocchino era all’Inps perché anche lui disoccupato.

L’Inps precisa che il certificato medico, il cazzo di cavillo che aveva fermato i pagamenti, è stato presentato soltanto “in data 26 maggio”, che l’iter si è sbloccato e che il primo pagamento è già stato accreditato “con valuta dal 26 giugno”.

Ora Concetta è ricoverata al reparto Grandi ustionati dell’ospedale Cto del capoluogo piemontese, in prognosi riservata e in coma farmacologico con ustioni sul 25% del corpo. Su Facebook la donna prima di recarsi all’Inps aveva scritto: “Oggi vado e li faccio neri”.

Ma quanto può essere disperata una persona per arrivare a tanto?

Queste storie di crisi succedono in Italia dove la dignità delle persone non conta più nulla. Il BelPaese dove se sei licenziata sei anche costretta ad avviare una causa per recuperare il pagamento di stipendi arretrati e del Tfr. Quanti suicidi e quanta disperazione dobbiamo ancora sopportare prima di mandarli tutti a casa?