Massoneria vietata ai magistrati e alle forze dell’ordine

Massoneria

È ancora accettabile che chi ricopre funzioni pubbliche possa fare parte di organizzazioni massoniche, seppure legali, che prevedono altre “obbedienze”? In un Paese normale sarebbe una domanda superflua, in Italia invece per evitare che magistrati e membri delle forze dell’ordine siano iscritti alla massoneria serve una legge.

Proprio oggi alla Camera sarà presentata una legge, Claudio Fava vicepresidente della commissione Antimafia è il primo firmatario. Pur sapendo che ha meno di zero possibilità di farla tramutare in legge da questo Parlamento nel testo “Disposizioni in materia di limiti e dichiarazioni relativi all’appartenenza ad associazioni massoniche o similari” si scrive che:

“La proposta di legge è tesa a introdurre l’esplicito divieto per i magistrati ordinari, amministrativi, contabili e militari e per i membri della magistratura onoraria di appartenere ad associazioni massoniche o similari che creino vincoli gerarchici, solidaristici e di obbedienza, pena la decadenza dagli incarichi e la nullità degli atti compiuti in costanza dell’illustrata appartenenza. Analogo divieto si prevede, altresì, per gli appartenenti, di ogni ordine e grado, alle Forze di polizia ad ordinamento civile e militare, nonché alle Forze armate”.

Quattro articoli in tutto nei quali si fissano i paletti con sanzioni che per coloro che ricoprono incarichi pubblici possono arrivare fino alla decadenza. Se la legge entrasse in vigore oggi aprirebbe dei giganteschi vuoti di organico tra i ranghi sopra citati.

Ma serve davvero questa legge? “La massoneria”, spiega Claudio Fava (Mdp), “è presente nei circuiti del potere, è spesso la camera di compensazione dentro la quale possono saldarsi interessi diversi al riparo da sguardi indiscreti. La proposta di cui sono firmatario serve anche per spezzare certi legami”.

Niente massoni nello Stato.