Italia, dove ogni 19 ore un Amministratore locale è aggredito o minacciato

Amministratori sotto tiro

È il Belpaese degli “Amministratori sotto tiro”, quello narrato tra le pagine del rapporto snocciolato da Avviso pubblico.

Nel 2016 “Avviso Pubblico” ha censito 454 atti intimidatori, di minaccia e violenza ai danni di Amministratori locali, una ogni 19 ore. Atti intimidatori che ogni anno vengono rivolti nei confronti di sindaci, assessori, consiglieri comunali e municipali, Amministratori regionali, dipendenti della Pubblica amministrazione o funzionari. Dalla Sicilia all’Emilia Romagna, dai funzionari integerrimi ai politici che non mantengono “i patti con il diavolo” fatti in campagna elettorale.

È un mondo grande e variegato quello fotografato dall’Associazione nata nel 1996 con l’intento di collegare e organizzare gli Amministratori locali che concretamente si impegnano a promuovere la cultura della legalità democratica nella politica, nella Pubblica Amministrazione e sui territori da essi governati. Dal 2011, anno della prima edizione del Rapporto “Amministratori sotto tiro” in cui furono censiti 212 casi, gli atti intimidatori sono più che raddoppiati.

Gatti sgozzati lasciati sull’uscio delle abitazioni, cani impiccati agli alberi delle ville, auto incendiate, lettere contenenti minacce e proiettili, spari alle abitazioni ed esplosivi lasciati in bella vista. E ancora aggressioni verbali, fisiche e tentati omicidi. Da nord a Sud sono numerose le tipologie di minacce subite dagli amministratori italiani.

Il profilo dell’Amministratore sotto tiro: uomo, Sindaco di un Comune medio – piccolo del Sud Italia (con una popolazione fino a 50mila abitanti) a cui generalmente viene bruciata l’auto. Governa un territorio ad elevata densità criminale, in regioni in cui sono nate le mafie tradizionali. Il 10% delle intimidazioni censite da Avviso Pubblico nel 2016 è stato rivolto nei confronti di donne, minacciate con le stesse metodologie utilizzate per gli uomini.

Il periodo elettorale, nel 2016 sono stati coinvolti dal ricorso alle urne oltre 1.300 Comuni, si conferma il più a rischio sia per gli Amministratori uscenti sia per i nuovi candidati. Oltre il 6% dei 454 casi censiti sono riferibili a candidati alle Amministrative 2016, registrati da Nord a Sud del Paese. In un caso specifico, a Castelforte (Latina), la minaccia diretta ad un candidato ha provocato il ritiro immediato della sua lista durante la competizione elettorale.

La campagna elettorale è il momento in cui le motivazioni dietro a minacce e aggressioni sono maggiormente riconoscibili. Si intimidisce il nuovo aspirante Amministratore per condizionarlo o, nei casi più gravi, per convincerlo a ritirare la propria candidatura. Talvolta la minaccia funge da “promemoria” per chi ha già stretto accordi sottobanco, o per avvicinare i candidati, vecchi o nuovi che siano, in una delle tipiche dinamiche in cui si prepara e consuma il voto di scambio.

Stando al rapporto, la Calabria nel 2016 è stata la regione più colpita dal fenomeno. I casi censiti sono stati 87, il 70% in più rispetto al 2015. Segue la Sicilia con 86 casi censiti. Al terzo e quarto posto la Campania (64) e la Puglia (51). Quinto posto per la Sardegna, con 42 casi registrati. Il 76% degli atti intimidatori ai danni di amministratori locali, secondo il report, si concentra nel Sud e nelle Isole. A livello provinciale il territorio più colpito è quello di Reggio Calabria, con 32 casi, seguito da Napoli (29), Cosenza (25), Salerno (21), Nuoro (18), Agrigento e Vibo Valentia (16).

Mentre Avviso Pubblico stilava il rapporto, la Camera dei Deputati metteva in agenda una discussione relativa a una legge sulle intimidazioni ai danni degli Amministratori locali, una legge già approvata dal Senato della Repubblica l’8 giugno 2016.

Il provvedimento “Prevede di fornire maggiori strumenti investigativi agli inquirenti e sanziona in modo più pesante coloro che sono ritenuti responsabili di aver minacciato e intimidito un rappresentante delle nostre istituzioni”, affermano dall’associazione. Si tratta del provvedimento di legge n. 3891, che introduce nuove forme di tutela degli Amministratori locali oggetto di atti di intimidazione, attraverso diverse modifiche al codice penale.