Il corrotto e spregiudicato del giorno: Roberto Formigoni

Roberto Formigoni corruzione

Lo scorso 22 dicembre, la decima sezione penale ha condannato Roberto Formigoni a 6 anni per corruzione. Oltre a Formigoni i giudici condannarono anche Daccò (9 anni e 2 mesi), l’ex assessore Antonio Simone (8 anni e 8 mesi), l’ex direttore amministrativo della Maugeri Costantino Passerino (7 anni) ed assolsero l’ex direttore generale della Sanità Carlo Lucchina, l’ex segretario generale Nicola Sanese e Alberto Perego, un vecchio amico di Formigoni come Simone.

Arrivano le motivazioni della condanna per il caso Maugeri, inflitta all’ex governatore della Lombardia:

Sei anni sono una pena giusta per Formigoni tenuto conto della gravità delle condotte, dell’intensità del dolo, dell’entità delle utilità illecite percepite per la messa a disposizione della altissima funzione, della mancanza di alcun quantomeno parziale risarcimento del danno, della notevole entità dei danni patrimoniali cagionati. A Roberto Formigoni non possono riconoscersi le circostanze attenuanti generiche, non essendo emerso, all’esito del dibattimento, alcun elemento di positiva valutazione dei gravi fatti posti in essere dalla più alta carica politica della Regione per un lungo periodo di tempo, con particolare pervicacia sotto il profilo del dolo, con palese abuso delle sue funzioni, con l’ausilio di intermediari, in modo particolarmente callido e spregiudicato, per fini marcatamente di lucro e con grave danno per la Regione e per il buon andamento della pubblica amministrazione”.

Il Tribunale di Milano “ritiene che le utilità corrisposte a Formigoni in esecuzione dell’accordo corruttivo, tra il 2006 ed il 2011, siano stimabili nell’ordine di almeno sei milioni di euro, a fronte di circa 120 milioni di euro e di circa 180 milioni di euro che, nello stesso periodo, vengono erogati dalla Regione rispettivamente a Fondazione Salvatore Maugeri e Ospedale San Raffaele”.

A dimostrare il patto corruttivo c’è, secondo i giudici (presidente Gaetano La Rocca), “sotto il profilo cronologico il quasi parallelismo tra le erogazioni alle due fondazioni e le erogazioni delle utilità”.”Ad esempio – sottolinea il Tribunale – le vacanze di Capodanno 2006/2007 sono coeve all’intervento di Formigoni per la reintroduzione delle funzioni non tariffabili” e “fruisce del grosso delle utilità dal Capodanno 2007 in poi” quando “si verifica l’intervento di Formigoni per garantire che la legge no profit venga approvata con un testo favorevole a Maugeri e San Raffaele che avevano, all’epoca, più pressanti necessità finanziarie”.

La replica di Roberto Formigoni non si fa attendere:Sei mesi di duro lavoro da parte del tribunale per riprodurre le tesi accusatorie dei pm. Tesi assolutamente infondate tanto da aver comportato l’assoluzione dei vertici piuù alti di Regione Lombardia. Secondo la sentenza la mia corruzione a favore di Maugeri e S. Raffaele si concretizzerebbe nelle somme versate da Regione Lombardia a questi Istituti. In realtà invece si tratta di somme dovute a fronte di prestazioni erogate da questi a favore dei cittadini. Versamenti dovuti e regolari, come dimostra appunto l’assoluzione dei dirigenti lombardi. Nessuna scorrettezza amministrativa è stata riscontrata negli atti che certamente non avrei potuto compiere da solo: non avrei potuto sottoscrivere gli atti, ne tantomeno erogare somme. Concludendo: la corruzione presuppone una scorrettezza amministrativa, la scorrettezza non c’è, tutti gli atti amministrativi sono riconosciuti corretti, la corruzione non c’è. Anzi, è sotto gli occhi di tutti il buon funzionamento della sanità lombarda. Non mi scoraggerò nel sostenere le mie buone ragioni e il diritto a vedere riconosciuta la mia innocenza”.

Il Celeste è nero. Nerissimo. Per lui la corruzione non c’è. Non la vede. La non corruzione conferma la corruzione? Buona mazzetta a tutti, avanti un altro c’è sempre posto. Intanto a pagare sono solo i cittadini.