Perle della settimana: Draghi si droga, Bossi non molla e Schettino il mozzo

perle della settimana

E anche questa settimana è arrivato il momento delle “perle dei porci”. Ovvero le dichiarazioni peggiori degli ultimi sette giorni. Vi assicuro che non è difficile trovare materiale per questa rubrica domenicale che oramai va avanti da 4 anni. Buona lettura e buona domenica.

1° classificato: Mario Draghi

“La crisi economica è dietro di noi, la ripresa nell’area euro è resiliente ed è sempre più ampia nei Paesi e nei settori. Oggi possiamo sentire un’onda di energia crescente nella domanda di azione europea comune. L’Unione europea e l’euro hanno sempre avuto il sostegno della maggioranza dei cittadini europei ma, spesso, si sentiva solo l’opposizione vocale a essi. Ora, questa maggioranza silenziosa ha riconquistato la sua voce, il suo orgoglio e la sua fiducia. Solo lavorando assieme, le Nazioni dell’Europa possono superare le sfide. L’opportunità di progresso è reale. L’Europa può vincere le grandi sfide: economia, sicurezza, migrazioni, difesa”. Parola del presidente della Banca centrale europea, Mario Draghi (19 maggio 2017)

2° classificato: Umberto Bossi

“Mi fermo, non me ne vado dalla Lega Nord. Dipende tutto dal programma, cambiando i programmi penso che ci sia ancora qualcosa da salvare. Ho fondato io la Lega, non me ne vado. Se diventa la Lega del Sud non mi interessa più”. Umberto Bossi al congresso federale ordinario della Lega Nord al Palacassa di Parma (21 maggio 2017)

3° classificato: Francesco Schettino

“Per favore mi fate entrare? Lo so che la sentenza non è ancora stata emessa, ma voglio evitare di trovarmi accerchiato da telecamere….È come se fossi ritornato mozzo. Del resto ho cominciato dal basso e sono diventato comandante. Ma già la notte di gennaio in cui mi hanno messo in cella di sicurezza a Orbetello, dopo il naufragio, mi è sembrato di ritrovarmi proprio nella vecchia stanzetta da giovane marinaio. Così, non appena sono entrato qui, ho pulito il bagno che era sporco, e ho pensato: ok, ora bisogna reagire. Ricomincio da mozzo”. Francesco Schettino (17 maggio 2017)