In Italia si muore di smog, 66.000 le vittime ogni anno

morti inquinamento atmosferico in Italia

Si parla spesso del numero di morti su strada e poco di quelle dovute all’inquinamento atmosferico che è addirittura responsabile di un numero di decessi maggiore.

Ogni anno l’inquinamento da polveri sottili provoca nel Paese più di 66.000 morti premature, rendendo l’Italia lo Stato membro più colpito in termini di mortalità connessa al particolato”.

A dirlo è l’Agenzia europea dell’ambiente che il 27 aprile ha inviato un nuovo monito al nostro Paese: “La Commissione europea esorta l’Italia ad adottare azioni appropriate contro l’emissione di PM10 al fine di garantire una buona qualità dell’aria e salvaguardare la salute pubblica, dal momento che tale Paese non è ancora riuscito a risolvere il problema dei livelli persistentemente elevati di polveri sottili, che rappresentano un grave rischio per la salute pubblica”.

La lettera fa seguito alla messa in mora dello scorso giugno, ora il nostro Paese ha due mesi di tempo per attivarsi se vuole evitare la Corte di Giustizia dell’UE. È l’ultimo avvertimento “per lo Stato italiano di adeguarsi alla normativa relativa alla qualità dell’aria (direttiva 2008/50/CE) che impone agli Stati membri di limitare l’esposizione dei cittadini a questo tipo di particolato e stabilisce valori limite per l’esposizione riguardanti sia la concentrazione annua (40 μg/m3), che quella giornaliera (50 μg/m3), da non superare più di 35 volte per anno civile”. Oltre il danno la beffa di dover pagare multe salatissime a causa delle mancate misure per far rientrare l’emergenza inquinamento.

Secondo la Commissione superano il limite giornaliero le zone situate in Lombardia, Veneto, Piemonte, Toscana, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Umbria, Campania, Marche, Molise, Puglia, Lazio e Sicilia. Eccedono, invece, i valori soglia annuali Venezia, Treviso, Vicenza, Milano, Brescia, due zone della Pianura padana lombarda, Torino e Valle del Sacco (Lazio).

Va inoltre ricordato che oltre al PM10, l’Italia è sotto inchiesta anche per l’emissione di un altro killer della salute responsabile delle piogge acide: il biossido di azoto. Prodotto soprattutto dalle auto diesel, colpevole di 21.400 decessi ogni anno. Il 15 febbraio scorso la Commissione ha infatti deciso di aprire la seconda fase della procedura d’infrazione che ci vede coinvolti.

L’Italia è lo Stato europeo più colpito in termini di mortalità connessa al particolato e non rispetta la normativa Ue sull’inquinamento atmosferico dal 2005, anno in cui sono entrati in vigore i valori limite giornalieri di polveri sottili in sospensione (PM10).

Una strage che avrebbe dovuto mettere da subito in allarme e in azione autorità e istituzioni. Invece il nostro governo criminale non ha adottato alcuna misura legislativa o amministrativa idonea a risolvere il problema dell’inquinamento atmosferico. La tutela la salute dei cittadini non interessa ai nostri politici. Non porta voti occuparsene, anzi. Si rischia di scontentare un pò di lobby del tanto amato fossile.


Commenti

  1. […] dei vincoli ecologici. Le conseguenze si vedono; in Italia la crescita (quella si) della concentrazione di polveri nell’aria urbana, le fabbriche che chiudono per la concorrenza di paesi che possono esportare merci a basso prezzo […]