Corruzione e farmaci: Il dolore trasformato in business

Guido Fanelli

Guido Fanelli, medico e luminare, primario della struttura di Anestesia, rianimazione e terapia antalgica dell’ospedale Maggiore di Parma, da ieri mattina è agli arresti domiciliari nell’ambito dell’inchiesta della procura di Parma che coinvolge grandi aziende farmaceutiche italiane ed estere e che ha portato all’arresto di 19 medici e imprenditori operanti nel settore della commercializzazione e della promozione di farmaci e di dispositivi medici.

Non è che faccio il boss, sono io e basta, comando io, ho creato un sistema” dice intercettato dai carabinieri. E ancora “”Io prendo soldi dall’uno e dall’altro in maniera uguale e paritaria, sono bravo a tenere il piede in quattro o cinque scarpe. Io ho il centro hub del dolore più grosso di Italia con 19mila interventi all’anno, ho la forza di spostare milioni di euro perchè con la forza scientifica tutti danno credito a ciò che scriviamo”.

L’accusa per il padre della legge che in Italia regola la terapia del dolore è devastante: associazione a delinquere finalizzata alla corruzione attuata nel campo della sperimentazione sanitaria e nella divulgazione scientifica per favorire le attività commerciali di imprese farmaceutiche nazionali ed estere, fino all’abuso d’ufficio, al peculato, alla truffa aggravata e al trasferimento fraudolento di valori, circa 400 mila euro, fatti girare su società intestate a prestanome. Nell’inchiesta è finita tutta la famiglia di Fanelli: la moglie Fiorella Nobili, primario di anestesia all’Auxologico di Milano, i figli Andrea, anestesista al Sant’Orsola di Bologna, e Roberto, manager farmaceutico.

Guido Fanelli è stato definito dagli inquirenti la mente dell’intera operazione che aveva l’obiettivo di pilotare il business delle cure palliative e delle terapie del dolore. Un uomo molto potente della sanità, uno alla Briatore, che lucrando sui malati, sperimentava illegalmente farmaci su di loro intascandosi profumate tangenti dalle case farmaceutiche.

Il business è enorme, scrivono i Nas di Parma: “Guido Fanelli ha avuto un ruolo chiave, in un campo, quello della farmacologia del dolore cronico, che secondo le stime ha un prezzo sociale che supera i 36 miliardi annui lordi, con un giro d’affari che è passato dai 350.000.000.00 di euro del 2010 a quasi 400.000.000,00 del 2013”. Ma “l’indotto di denaro e il giro di soldi, per queste persone che trattavano il dolore come un affare, potrebbe essere di centinaia di milioni di euro. Il tutto sulle spalle dei pazienti”.

Sono 17 le aziende farmaceutiche indagate. Tra cui l’Angelini, la Molteni, le Grunenthal e Mundipharma. Tra le società coinvolte vengono menzionate la “Alteco Medical Ab, la Spindial Spa, l’Ibsa Institute Biochimique con sede legale a Pambio-Noranco in Svizzera; l’Ibsa Farmaceutici Italia Srl con sede legale a Lodi; la Mundipharma Pharmaceuticals Srl con sede legale a Milano; la Grunenthal Italia con sede legale a Milano (si dichiara estranea ai fatti); la Grunenthal GmbH, con sede legale a Aquisgrana, in Germania; la L.Molteni & C. dei Fratelli Alitti-Società di esercizio Spa con sede legale a Scandicci, nel Fiorentino; la Aziende chimiche Riunite Angelini Francesco (Acraf) Spa con sede legale in a Roma; la Teleflex Medical Srl con sede legale a Varedo nel Monzese; la Prostrakan Srl, (ora Kyowa Kirin Srl, con sede legale a Milano; la St. Jude Medical Italia Spa, con sede a Agrate Brianza, nel Monzese; la Advanced Medical System Group Srl con sede legale a San Pietro Viminario nel Padovano; la Medinat Srl, con sede legale a Napoli; la Value Relations Srl, con sede a Milano; la Emphasis Srl con sede legale a Roma e la Fedra Congressi di Raffaella Greco e S. Sas con sede legale a Roma”.

La presunzione d’innocenza, naturalmente, è d’obbligo ci mancherebbe. Figuriamoci… Buona mazzetta a tutti, avanti un altro c’è sempre posto.



Commenti

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