Perle della settimana: Italiani coglioni, Agrigento non è in Italia e Maroni sognatore

perle della settimana

Nuovo appuntamento con le “perle della settimana“. Cose dette, scritte, ripetute, diffuse in rete, affidate ai giornali. Le post-cazzate della settimana.

1° classificato: Oliviero Toscani

“Gli italiani coglioni che ancora perdono il tempo con questa politica, chiacchieroni… ma non hanno ancora capito che devono mandare tutti a cagare? Renzi deve andare fuori dai coglioni, aveva perso, non è andato ed è ancora lì!”. Oliviero Toscani intervistato dal Fatto Quotidiano (29 aprile 2017)

2° classificato: Federico Ballandi

“Siamo fortunati che i playoff sono vicini a casa. A me piacciono molto le trasferte. Vedremo se con dei FrecciaRossa o con dei canotti riusciremo a raggiungere Agrigento. È ancora in Italia? Mi dicono di si”. Federico Ballandi, proprietario di Kontatto, main sponsor della Fortitudo Bologna, in conferenza stampa prima della sfida dei quarti di finale playoff di Serie A2 di basket contro la Fortitudo Agrigento (28 aprile 2017)

3° classificato: Roberto Maroni

Con la Lombardia autonoma vedrete cose mai viste dagli umani. Glielo garantisco questo sarà il nostro slogan elettorale. Quattro o cinque cose che cambierebbero subito con il sì al referendum sulle autonomie di Lombardia e Veneto? Via il bollo auto, via i ticket sanitari, riqualificazione delle aree industriali dismesse che diventeranno parchi naturali e tecnologici: creeremo luoghi fisici dove chiunque può sviluppare la propria impresa riducendo al minimo burocrazia e costi, dei villaggi di lavoro nel verde sul modello della Silicon Valley, da cui sono appena tornato, che spinge tutti a dare il meglio. La Lega è immortale: in 25 anni è passata attraverso diverse fasi, dall’indipendenza al governo, alla secessione, ancora al governo e ora all’autonomia e alla spinta sovranista, continuando a esistere e, anzi, crescendo. E sì che all’inizio ci prendevano in giro, come fanno oggi con i grillini, ma i leghisti sono stati i migliori ministri degli ultimi vent’anni”. Roberto Maroni intervistato da Libero (27 aprile 2017)