Ogni 4 ore un agente di polizia è aggredito da ubriachi, drogati e stranieri

agente di polizia picchiato

L’anno scorso nel nostro Paese sono state 2.213 le aggressioni nei confronti di poliziotti, carabinieri, agenti di polizia municipale, di operatori delle altre forze di polizia impegnati in controlli su strada, Ordine pubblico escluso (stadi, manifestazioni, No Expo, No Tav ecc.). Il mondo delle forze dell’ordine non riesce a contenere l’orda violenta che sempre più spesso la vede vittima.

Sono questi i dati che arrivano dall’osservatorio “Sbirri Pikkiati” dell’Asaps, associazione sostenitori polstrada, che da anni monitora un fenomeno semisconosciuto e sottovalutata.

In Italia, dunque ogni 4 ore almeno un operatore di polizia finisce in ospedale, spesso con conseguenze invalidanti, fisiche e psicologiche, che lo accompagneranno per tutta la carriera.

Nel 2016 in 412 casi, il 18,6% del totale, l’aggressore ha fatto uso di armi (bastoni, coltelli, cric, in molti casi la stessa auto per travolgere l’agente o qualsiasi strumento idoneo ad aumentare le conseguenze dell’aggressione).

I più colpiti dalla violenza si confermano ancora una volta i carabinieri, che da soli hanno totalizzato il 49,3% delle aggressioni (in tutto 1.091), dato che evidenzia una lievissima  diminuzione rispetto alle 1.113 aggressioni del 2015 stessa percentuale però  delle aggressioni dello scorso anno. Seguono la Polizia di Stato con 799 episodi (36,1% erano stati il 31,7% nel 2015) e la Polizia Locale con 212 referti 9,6% (erano state 253 nel 2015) e gli altri corpi con 166 attacchi, 7,5%. La maggior parte degli episodi avviene al Nord.

Tutto questo avviene nell’indifferenza totale dell’opinione pubblica e della stessa politica. Del dilagare della violenza contro le divise sulla strada, commenta il presidente dell’Asaps Giordano Biserni, “dovrebbero preoccuparsi per primi i cittadini, ancor più degli agenti e carabinieri, perché dopo l’argine ci sono loro come destinatari e vittime di una violenza sempre più tracotante e ormai di fatto quasi impunita”.