Nuovo record delle sofferenze bancarie italiane: 203 miliardi

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Le sofferenze bancarie hanno toccato negli ultimi 12 mesi nuovi record. Le banche italiane non stanno passano un buon momento. Tanti istituti di credito boccheggiano e sono a rischio default.

Sarebbero almeno un centinaio le banche in difficoltà, una su cinque ha crediti in sofferenza. Il Centro Studi di Unimpresa ha diffuso un rapporto fotografando lo stato di salute delle banche italiane, e più precisamente le sofferenze bancarie, balzate all’astronomica cifra di 203 miliardi di euro. Inoltre i prestiti alle aziende sono crollati di 12 miliardi.

Queste sofferenze bancarie, sono solo quelle note. Poi però ci sarebbero anche quelle non note, che tutti cercano di tenere più nascoste possibile per non far emergere nuovi buchi, mantenendo così l’apparente solvibilità di un numero considerevele di banche. Ma prima o poi verranno a galla.

Lo Stato salva le banche, con un fondo da 20 miliardi che peraltro potrebbe non bastare, ma non ci sono certezze sulla riapertura dei rubinetti dei finanziamenti: nessuno è in grado di assicurare che ripartiranno” commenta il vicepresidente di Unimpresa, Claudio Pucci.

Nel rapporto si legge che, negli ultimi 12 mesi, da febbraio 2016 a febbraio 2017 i crediti deteriorati sono saliti di 7 miliardi in aumento di oltre il 6%, mentre i finanziamenti alle imprese sono diminuiti da 791 miliardi a 779 miliardi (-1,52%). In aumento i finanziamenti alle famiglie, spinti dal credito al consumo (i prestiti erogati per comprare soprattutto automobili, elettrodomestici, computer e smartphone) salito di 6,9 miliardi (+8,56%)da 81,5 miliardi a 88,5 miliardi. In totale i prestiti alle famiglie sono saliti di 8,3 miliardi (+1,35%) passando da 617,6 miliardi a 625,9 miliardi.

In aumento di 218 milioni (+0,59%), anche i finanziamenti non restituiti dalle famiglie passati da 37,2 miliardi a 37,4 miliardi; sono salite, poi, anche le sofferenze delle imprese familiari di 301 milioni (+1,92%) da 15,6 miliardi a 15,9 miliardi. Anche le “altre” sofferenze (quelle di onlus, pubblica amministrazione, fondi) hanno registrato un aumento, passando da 4,2 a 4,4 miliardi con un incremento di 272 milioni (+1,92%). In calo le sofferenze nette scese a 77 miliardi in diminuzione di 5,5 miliardi (-6,74%).

“Da quasi 10 anni le aziende italiane, specie quelle più piccole, fanno i conti con un credit crunch violentissimo, che mette in ginocchio l’economia: i prestiti alle imprese diminuiscono al ritmo di 1 miliardo al mese” aggiunge Pucci. Tra gli addetti ai lavori, osserva ancora il vicepresidente di Unimpresa, “si fa strada la convinzione che la crisi delle banche sia figlia della bufera finanziaria e della recessione economica, che l’attuale situazione di difficoltà degli istituti, alle prese con requisiti patrimoniali particolarmente severi, sia legata alla ottusità dei regolatori, italiani ed europei”. Prima o poi, conclude Pucci, “bisognerà fare la necessaria chiarezza sui responsabili dei dissesti bancari italiani e bisognerà chiedere conto a chi, fino a poco tempo fa, tratteggiava una situazione di assoluta tranquillità, per gli istituti italiani, raccontando fatti che sono stati clamorosamente smentiti”.