Furti e rapine: L’Italia è il Far West dell’impunità

Furti e rapine

Siamo in piena “emergenza sicurezza” perché aumentano le rapine a mano armata? Furti e rapine in Italia? Un Far West? Il Paese in balia di banditi armati e sempre più brutali? Ma de che stamo a parlà. Nel post di ieri abbiamo già constatato come il numero di omicidi commessi nel nostro paese è in discesa da 24 anni. E anche in questo caso i dati sui furti e le rapine non mentono.

Secondo i dati Istat furti e rapine sono in diminuzione ovunque, da Milano a Roma, da Bologna a Brescia, in cui il calo, nel giro di un solo anno, è stato del 45%. A livello nazionale, per dire, le rapine nelle attività commerciali sono diminuite del 13,6%, da 6176 a 5337.

Continuano a diminuire anche le rapine in banca. Dallo studio realizzato da Ossif, il Centro di ricerca ABI in materia di sicurezza, le rapine compiute nel 2015 in banche, uffici postali, tabaccherie, farmacie, esercizi commerciali, locali, esercizi pubblici, imprese della grande distribuzione e distributori di carburanti, sono state 34.957, con un calo del 10,9% rispetto al 2014 e del 20,1% rispetto al 2013. Nel 2016 sono stati 298 i colpi allo sportello, con un calo del 28,4% rispetto ai 416 dello stesso periodo dell’anno scorso. A giugno il Viminale pubblicherà tutti i dati aggiornati ma il trend ormai da tre anni è questo.

Il problema quindi non è la crescita dei furti e delle rapine ma è il principio di certezza della pena. L’Italia è il Far West dell’impunità. Su 10mila rapinatori arrestati ogni anno grazie al lavoro delle forze dell’ordine, meno della metà sono in carcere dopo un anno. Il 97% dei furti resta impunito, il che significa che nel 97% dei casi, il ladro la fa franca e sconta zero giorni in carcere.

Non può essere una sicurezza fai-da-te la risposta che lo Stato lascia ai suoi cittadini. Più armi vuol dire banditi più tesi, più armati, più pronti a fare fuoco per primi. È questo che vogliamo? Oppure basterebbe un Stato severo ed efficiente dove chi sbaglia paga?