Chi non lavora… è un bamboccione, sfigato e mammone

ministri del Lavoro

Le “perle della settimana” dedicate alle pessime battute contro i giovani dei nostri esponenti di Governo. Ecco come prendere per il culo milioni di disoccupati.

Giuliano Poletti, ministro del Lavoro:

Meglio giocare a calcetto che mandare un curriculum“. Poi dopo le polemiche ‘chiarisce’: “Critiche? È una stupidaggine sintetizzare in una riga due ore di dialogo con i ragazzi. Questo è il senso delle cose, che io credo sia profondamente vero: vale molto il sapere e vale molto l’essere. Vale molto studiare, imparare e conoscere e vale altrettanto avere una buona relazione con la collettività. Il calcetto, se volete, è la metafora della relazione sociale”.

“Se centomila giovani se ne sono andati dall’Italia, non è che qui sono rimasti 60 milioni di “pistola”… C’è gente che è andata via e va bene così, perché sicuramente questo Paese non soffrirà a non averli più fra i piedi”.

Il viceministro Michel Martone: “Se a 28 anni non sei ancora laureato sei uno sfigato”.

La ministra Annamaria Cancellieri: “Noi italiani siamo fermi al posto fisso nella stessa città di fianco a mamma e papà”.

Il premier Mario Monti: “Devono abituarsi al fatto che non avranno un posto fisso per tutta la vita: che monotonia, il posto fisso!”.

La ministra Elsa Fornero: “I giovani quando escono da scuola devono trovare un’occupazione. Devono anche essere non troppo choosy, come dicono gli inglesi”.

Tommaso Padoa-Schioppa: Era il 2007, l’occasione fu l’audizione nelle commissioni Bilancio congiunte di Camera e Senato, per illustrare la Finanziaria “Una misura interessante e importante per i giovani è quella che serve a mandare, quelli che io chiamo i ‘bamboccioni’, fuori di casa. Un’incentivazione a farli uscire visto che restano a casa fino a età inverosimili, non diventano autonomi, non si sposano mai”.