Sanità a Roma: Un seno rifatto come tangente

Non solo la volgare mazzetta in contanti, ora le tangenti si possono saldare anche per far restaurare il seno a una amica brasiliana.

È quanto emerge dall’inchiesta della Procura di Roma sugli appalti sanità che ha portato all’arresto di 9 persone per reati come corruzione, turbativa d’asta e traffico di influenze. Un nuovo scandalo che scuote la Capitale e colpisce dirigenti dell’Asl Rm1.

Dalle indagini è emersa anche la singolare richiesta avanzata ad un dirigente della Asl Roma 1, Maurizio Ferraresi di avvicinare qualcuno della Corte di Cassazione chiamato a decidere sul sequestro di una delle sue aziende. Il dirigente Asl avrebbe provato ad accontentare il deputato Antonio Angelucci rivolgendosi all’ex giudice della Suprema Corte, in pensione da poco, Amedeo Franco. Che a sua volta avrebbe chiesto in cambio un certificato che attestasse la necessità di un intervento per la sostituzione delle protesi mammarie.

Come riporta La Repubblica, il magistrato si mostra disponibile ad avvicinare l’ex collega in cambio, stando alle intercettazioni riportate nell’ordinanza, lui vuole un favore al quale dice di tenere moltissimo: un seno rifatto per l’amica. Franco vuole che Ferraresi gli firmi un certificato, con tanto di timbro della Asl, che attesti che la sua amica brasiliana, Debora Da Silva Sampaio, aveva “necessità e non solo l’opportunità”, scrive il gip Massimo Di Lauro, di un intervento per la sostituzione delle protesi mammarie. Un modo per ottenere il rimborso dall’assicurazione. “Che problema c’è? Te lo faccio io il certificato. Con la medicina legale è inoppugnabile”, avrebbe risposto il dirigente Asl. Tuttavia la vicenda non è andata a buon fine: il tentativo di influenzare la Cassazione fallì perché il presidente di Sezione contattato non si prestò al gioco dell’ex collega. Per questo episodio Ferraresi è indagato per corruzione in concorso con Amedeo.