Quanto ci costa il debito pubblico

Guardiamo subito l’Italia. Da quando è entrato in funzione l’euro, il primo gennaio del 2002, la spesa per interessi è calata dal 5,8% rispetto al Pil del 2001 al 5,2 del 2002 per passare al 4,8% del 2003, al 4,5 del 2004 per poi risalire al 5% nel 2012 e ridiscendere al 3,7% nel 2016. Ma è anche vero che in termini assoluti la spesa annuale è ancora esorbitante.

Tanto per fare un confronto basti dire che nel 2015 la spesa italiana per interessi sul debito è stata pari a 68,4 miliardi di euro mentre la spesa per il sistema scolastico è stata solo di 49 miliardi e la spesa per la sanità è stata di 113 miliardi.

Particolarmente interessante è il confronto del costo del debito tra Belgio, Grecia e Italia: per diversi anni, prima dell’introduzione dell’euro, sono stati i tre Stati che hanno sofferto di più il problema del costo del debito. Poi il Belgio è riuscito incessantemente ad abbattere la percentuale della spesa rispetto al Pil mentre Grecia e Italia non ci sono riuscite. Intorno al 2010, però, è il Portogallo che ha aumentato di più il costo del debito per le casse pubbliche al punto che nel 2016 è stato il Paese che ha speso di più in rapporto al proprio Pil: 4,2%.

Poi ci sono quelli che addirittura hanno tassi negativi. Il Lussemburgo, ad esempio, è il Paese che non ha mai speso un solo euro per pagare il costo del debito pubblico, in nessun anno tra il 1999 e il 2016. Per alcuni brevi periodi anche Estonia e Finlandia sono riuscite ad avere una spesa per il costo del debito negativo rispetto al Pil.


Nel grafico è indicata la spesa per interessi sul debito pubblico di ogni Stato dell’Eurozona dal 1998 al 2016.

(Fonte truenumbers)