Malasanità choc: Il luminare di ortopedia che rompeva ossa per “allenarsi”

Arrestato il primario di ortopedia dell’ospedale Pini, Norberto Confalonieri, con l’accusa di corruzione, turbativa d’asta e indagato per lesioni sui pazienti. Ennesimo caso di malasanità italiana.

Nell’ordinanza firmata dal gip di Milano Teresa De Pascale, nell’ambito dell’inchiesta condotta dal Nucleo di polizia tributaria della Gdf di Milano, viene riportata una telefonata intercettata del 22 marzo 2016 nella quale il medico parla di aver rotto il femore di un’anziana durante un intervento in regime pubblico al Pini. Tale Mariagrazia Colombo, che parla con Confalonieri, gli chiede: “Come è andato il femore?”. E lui: “Eh l’ho rotto (…) l’ho lasciato lì così perché … gli ho fatto la via d’accesso bikini (…) per allenarmi no (…) per allenarmi su quella lì … quella lì che devo fare privatamente (…) quella lì che devo fare (…) il 30 (…) oggi ho fatto una vecchietta per allenarmi no (…) gli ho cacciato dentro sta protesi e ho visto che era rotto”.

Quella rottura del femore che avrebbe provocato Confalonieri non sarebbe l’unica. In una telefonata intercettata del 12 aprile 2016, infatti, il primario dice in relazione ad un’altra paziente: “Poi ho deciso quella lì… che ho rotto il femore la ricovero al Cto (ossia al Pini, ndr) e poi la opero (…) con la mutua”. Paziente che sarebbe stata da lui prima operata privatamente con la rottura del femore anche in questo caso.

Il giudice riporta altre intercettazioni “choc” su un’altra decina di operazioni effettuate da Confalonieri. In una telefonata del 29 ottobre del 2015, ad esempio, il medico diceva: “Ho rivisto una … revisione di protesi d’anca … puttana Eva si era staccata … èun vecchietto di 91 anni”. E ancora: “Ho finito adesso di fare un disastro di revisione d’anca che l’avevo cementato … mi è saltato tutto il cemento”.

Gli inquirenti milanesi, che indagano sull’operato di Norberto Confalonieri, hanno disposto il sequestro delle cartelle cliniche di 62 pazienti da lui operati per accertare se si sia trattato o meno di casi di lesioni.

Nell’ambito, invece, delle presunte “utilità” avute in cambio delle forniture di protesi fatte ottenere alle due multinazionali, Johnson&Johnson e B. Braun, gli inquirenti contestano al luminare di ortopedia del Pini di aver incassato soldi, attraverso consulenze, oltre al pagamento di viaggi e alle ospitate in tv (nel 2010 è stato anche intervistato dal blog di Beppe Grillo) che sarebbero derivate sempre dalla sua attività di ‘promozionè delle protesi.

Respinge “in toto le accuse” Norberto Confalonieri che tramite una nota del suo avvocato fa sapere “che gli stralci delle intercettazioni sono parziali e fuorvianti”.

“È difficile trovare le parole”, commenta il Segretario Nazionale Anaao Assomed, Costantino Troise, “non è nostra intenzione fare processi sommari prima che si pronunci la magistratura, ma il tribunale dei cittadini, che dalla stampa vengono a conoscenza dei fatti, e quello dei medici ha già emesso il suo giudizio. Ed è anzitutto per loro, da medico e da rappresentante di una associazione di categoria, che non posso tacere lo sconcerto, l’umiliazione e l’indignazione nel leggere le frasi attribuite al “collega”, senza parlare delle accuse di corruzione che gli vengono mosse. Non possiamo più accettare che la nostra professione, fatta di sacrifici sin dagli studi universitari, di dedizione e di abnegazione quotidiane che in questi tempi di crisi sta reggendo la sanità pubblica, venga infangata dal malaffare e dall’arroganza“.