Perle Tangentopoli

Siamo tutti impostori in questo mondo, noi tutti facciamo finta di essere qualcosa che non siamo… Richard Bach

“I partiti, specie quelli che contano su apparati grandi, medi o piccoli, giornali, attività propagandistiche, promozionali e associative, e con essi molte e varie strutture politiche operative, hanno ricorso e ricorrono all’uso di risorse aggiuntive in forma irregolare od illegale. Se gran parte di questa materia deve essere considerata materia puramente criminale allora gran parte del sistema sarebbe un sistema criminale. Non credo che ci sia nessuno in quest’aula, responsabile politico di organizzazioni importanti che possa alzarsi e pronunciare un giuramento in senso contrario a quanto affermo: presto o tardi i fatti si incaricherebbero di dichiararlo spergiuro. E del resto andando alla ricerca dei fatti, si è dimostrato e si dimostrerà che tante sorprese non sono in realtà mai state tali”. Bettino Craxi a Montecitorio, 3 luglio 1992

“Craxi è stato trasformato nel capro espiatorio di un sistema che era stato l’ultimo residuo della guerra fredda, una democrazia costosa permise al paese di restare per cinquant’anni nel mondo libero… Della sua figura si discute molto, c’è chi vorrebbe dedicargli una strada, chi si oppone, chi lo considera un grande uomo e chi un mezzo delinquente. È arrivato il momento di guardare alla sua vicenda con gli occhi della storia. Basti pensare che il reato portante di Tangentopoli, cioè il finanziamento illecito ai partiti, era stato oggetto di un’amnistia appena due anni prima, un colpo di spugna che preservò alcuni e dannò altri. La verità è che a un problema politico fu dato una soluzione giudiziaria e l’unico che ebbe il coraggio di porre in questi termini la questione, cioè Craxi, fu spedito alla ghigliottina”. Augusto Minzolini nel decimo anniversario della morte in latitanza di Bettino Craxi, Tg1 delle ore 20, 13 gennaio 2010

“Sulle tangenti auguriamo al giudice Di Pietro di andare avanti a tutta manetta. Senza la Lega, ora Di Pietro sarebbe in un pilastro di cemento armato”. Umberto Bossi, Ansa 20 dicembre 1992

“Berlusconi sbaglia ad accusare i giudici di averlo colpito in base al principio della responsabilità oggettiva. Se così fosse, avrebbero dovuto avvisarlo già molti mesi fa, quando sono stati inquisiti i primi uomini Fininvest”. Il Giornale, 23 novembre 1994

“L’avviso di garanzia a Craxi non è solo la fine di un leader, ma anche la fine ingloriosa di un regime in cui i segretari dei partiti di governo hanno accumulato negli anni più potere di qualsiasi dittatore. La scelta dei pm di Milano di emettere l’avviso di garanzia all’indomani delle elezioni amministrative dimostra che la magistratura milanese non fa politica, contrariamente a quanto sostenuto proprio dal segretario socialista”. Gianfranco Fini, Ansa 15 dicembre 1992

“Ormai mi sento a disagio nel frequentare questo Parlamento: chiederò ai gruppi parlamentari missini di valutare l’opportunità di non partecipare più ai lavori della Camera e del Senato”. Gianfranco Fini, Ansa 28 marzo 1993

“Di Pietro dimostra ancora una volta d’essere un grande personaggio, la cui coerenza merita rispetto e ammirazione”. Cesare Previti, 7 dicembre 1994

Oscar Luigi Scalfaro, messaggio di fine anno agli italiani (1994): “La fase della corruzione politica va chiusa, bisogna trovare una strada”

Il 28 marzo 1994 Silvio Berlusconi vince le elezioni, accompagnato dal gioioso grido di benvenuto del procuratore capo di Milano Saverio Borrelli: “Chi ha scheletri nell’armadio non si candidi”

“Il decreto Biondi è la strada giusta, è assurdo che i magistrati si permettano il lusso di commentare e giudicare i provvedimenti del governo. Io mi schiero senza esitazioni al fianco del governo Berlusconi: gli vogliono mettere i bastoni fra le ruote perché hanno capito che lui può fare qualcosa per rimettere in sesto il Paese. Finora l’azione del suo governo è promettente”. Licio Gelli sul decreto che proibisce le manette per gli inquisiti di Tangentopoli, 15 luglio 1994

“Chi sono gli eroi di Tangentopoli? Per me sono i giudici e i politici. Sembrerà strano, ma è così. È così per chiunque non creda alla favola delle guardie e dei ladri. I giudici stanno facendo il loro mestiere, applicano il codice penale, indagano su reati classici come la corruzione, la concussione, la ricettazione, la violazione della legge sul finanziamento pubblico dei partiti. I politici seri, quelli che non nascondono la testa nella sabbia e non negano l’evidenza dei fatti, fanno anche loro la parte che la vita gli assegna: individuato il cancro corruttivo e consociativo che ha svuotato di senso la politica, si assumono le responsabilità che gli competono, difendono quel che è difendibile e cercano rimedi politici ovvero nuove leggi capaci di dar vita a un nuovo sistema… Capisco che possa sembrare paradossale, ma insisto. Gli eroi di Tangentopoli sono quelli che vanno fino in fondo, coloro che applicano la legge senza badare a nessuno, e coloro che cercano di apprestare rimedi politici a un sistema degenerato con il quale abbiamo tutti convissuto in un’aura di sorda ipocrisia”. Giuliano Ferrara, Corriere della Sera 20 luglio 1992

Bruno Vespa: “Dc, Psi, Psdi, Pli, Pri, Pci-Pds, seppure con gradi molto diversi di responsabilità, hanno avallato per lunghi anni il sistema delle tangenti come fonte regolare di finanziamento… Lo scandalo Tangentopoli è stato enorme e ha dato un colpo decisivo a un sistema barcollante. Ma non faremo molta strada se ciascuno di noi non penserà a quello che avrebbe potuto fare e non ha fatto”.