Mani Pulite, Davigo: “Non è un Paese per onesti”

“Mani Pulite? Dopo 25 anni è cambiato poco. La priorità dei vari governi che si sono susseguiti non è stata quella di rendere più difficile la corruzione, ma quella di rendere più difficili le indagini e i processi sulla corruzione”. Lo ha affermato Piercamillo Davigo, presidente dell’Anm, intervenendo nella puntata di “Radio anch’io” dedicata ai 25 anni di Mani pulite.

“Dal 93/94 e fino al 2010 l’attività principale della politica non è stata quella di contenere la corruzione ma di contenere le indagini e i processi: sono state fatte leggi una dopo l’altra per azzerare le prove, per cambiare i reati, per accorciare la prescrizione e altre cose finalizzate a garantire l’impunità a quanti erano stati sorpresi a commettere certi reati. E questa è una vergogna. Noi magistrati non siamo usciti dal seminato, noi ci siamo occupati della repressione di reati oggettivi, le confessioni e le prove documentali erano tali e tante che nessuno ha mai dubitato che quei fatti fossero accaduti. Chi e è uscita dal seminato è la politica, prima commettendo dei reati, e poi perchè le Nazioni unite mandarono un giudice malese in Italia che fece due rapporti di fuoco contro il governo e la maggioranza parlamentare italiana dicendo che si mettevano in discussione i principi fondamentali dello Stato di diritto, si facevano leggi per non essere processati, si cambiavano i reati e le regole di procedura.
Mani pulite finì più o meno con il decreto Biondi nel luglio del ’94. Veniva escluso il carcere per la concussione, che allora era punita addirittura più severamente dell’estorsione. Però per l’estorsione la custodia cautelare restava possibile. In quel momento capimmo che il governo non teneva poi tanto alle nostre inchieste
L’oltre 50% di assoluzioni? Una falsità, quelli che sono stati assolti, lo sono stati per lo più perchè hanno cambiato le leggi. Faccio un esempio: gli imprenditori non avevano interesse a restare a lungo nel processo, risarcivano i danni e chiedevano il patteggiamento. La procura ha consentito ai patteggiamenti perchè, secondo le leggi dell’epoca, era possibile utilizzare le loro dichiarazioni, ma successivamente è stata cambiata la legge, e poi anche la Costituzione, dicendo che se costoro non avessero risposto in dibattimento le loro dichiarazioni non sarebbero più valse. Quindi sono stati assolti perchè hanno cambiato la legge non perchè fossero innocenti”. Piercamillo Davigo