L’Italia e le sue leggi: ma quante sono?

Secondo Normattiva, un progetto della Presidenza del Consiglio dei Ministri, le leggi in Italia sarebbero in tutto circa 75.000. Il numero però non tiene conto delle leggi Regionali, di quelle comunali e dei regolamenti di enti e Autorità di cui il nostro paese è pieno: tra le 150 e le 160mila leggi in vigore. Leggi, decreti legge, decreti legislativi e altri atti numerati.

Ci sono leggi che hanno oltre 100 anni ed altre poche settimane, leggi che sono ancora in vigore nonostante non vengano mai utilizzate ed altre invece che continuano a modificarsi. Ogni giorno in Italia vengono scritte 21 pagine di nuovi provvedimenti normativi. Un numero immenso. Tanto per avere un’idea, in Gran Bretagna sono 3000, in Germania 5500 e in Francia 7000.

È una situazione democraticamente insostenibile. Le leggi sono le fondamenta della vita di qualsiasi società ed a guardare alla nostra da questa caotica prospettiva, vien da chiedersi come possa lo Stato reggersi ancora in piedi e vien voglia di gridare al miracolo etico, morale e culturale italiano.

La domanda nasce spontanea, se gli altri Paesi si autogovernano con poche leggi, perché mai in Italia ne occorrono così tante per governarci? Semplice. Più leggi ci sono più è difficile muoversi nel meandri della leagalità e più aumenta la corruzione. L’Italia è terzultima in Europa per corruzione percepita. Peggio di noi fanno solo Grecia e Bulgaria.

Fu lo storico romano Tacito a metterla per iscritto per la prima volta nei suoi Annales: il suo “corruptissima re publica plurimae leges“, ossia “moltissime sono le leggi quando lo Stato è corrotto“, diventa la sintesi perfetta dell’attuale stato delle cose in Italia.

Meno leggi significherebbe anche meno corruzione e una vita più semplice per tutti noi.