Il grande flop del Bonus Cultura

Il Bonus Cultura naviga in brutte acque. Il provvedimento del governo Renzi che prometteva 500 euro ai neo-diciottenni per la loro crescita culturale rischia il naufragio.

Il governo è stato costretto a prolungare la scadenza dei termini di iscrizione, inizialmente prevista per il 30 gennaio scorso, fino al 30 giugno 2017 nella speranza di far decollare l’iniziativa. Al 17 gennaio scorso, in teoria ad appena due settimane dal precedente termine per iscriversi, i diciottenni erano riusciti a spendere appena il 6,3% di quanto stanziato: 200mila coupon per negozi fisici e 350mila per rivenditori online per un totale di 6 e 12,5 milioni di euro. Pochi se rapportati ai 290 milioni stanziati.

Il bonus può essere utilizzato per l’acquisto di: biglietti per assistere a rappresentazioni teatrali e cinematografiche e spettacoli dal vivo, libri, ingresso a musei, mostre ed eventi culturali, monumenti, gallerie, aree archeologiche, parchi naturali.

E qui viene il bello. Tanti diciottenni, infatti, pur avendo con estrema difficoltà superato le prime fasi burocratiche, ovvero l’attribuzione dell’identità digitale e l’iscrizione al portale 18App si lamentano di non sapere dove spendere i tanto sospirati 500 euro governativi. Le possibilità offerte sono molto limitate in quanto è possibile acquistare solo da pochi esercenti. Online, gli ostacoli sono ancora maggiori. Molti hanno rivenduto il bonus in cambio di soldi.

Per evitare un fallimento totale dell’iniziativa, dunque, è necessario un deciso cambio di rotta, ad esempio, con l’aumento dei rivenditori che aderiscono all’iniziativa. Insomma, un altro clamoroso flop di Renzi. L’amore per la lettura e la cultura non si promuove con iniziative propagandistiche. Se si vuole investire sui giovani e sulla loro cultura lo si faccia in modo serio non con misure spot che servono solo da specchietti per le allodole.