Fine vita tutta la vita

L’Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica, da Piergiorgio Welby a Eluana Englaro a Walter Piludu a Fabo, da 11 anni combatte affinché il Parlamento dia una risposta alle richieste dei cittadini e intervenga per colmare il vuoto normativo sul fine vita. Nel 2013 ha depositato la proposta di legge di iniziativa popolare Eutanasia Legale. L’opinione pubblica è pronta, secondo un sondaggio realizzato da Ipsos Mori per The Economist, oltre il 60% della popolazione italiana è a favore dell’eutanasia. Il Parlamento, cosa aspetta?

L’eutanasia attiva è praticata in Europa in tre Paesi: Paesi Bassi dal 2001, Belgio dal 2002 e in Lussemburgo dal 2009. Nel resto del continente è possibile praticare l’eutanasia passiva, ovvero l’interruzione dei trattamenti medici necessari alla sopravvivenza (respirazione, alimentazione o idratazione artificiale). Nemmeno questo è possibile in Italia.

“L’esilio della morte è una condanna incivile. Compito dello Stato è assistere i cittadini, non costringerli a rifugiarsi in soluzioni illegali per affrontare una disperazione data dall’impossibilità di decidere della propria vita e della propria morte. Le testimonianze delle persone che hanno vissuto direttamente questo problema hanno fatto maturare un’opinione pubblica favorevole alla regolamentazione del fine vita e questo ha fatto fare grandi passi avanti alla magistratura. La politica invece sembra incapace di dare una risposta ai cittadini, ma deve comprendere che il vuoto normativo porta all’illegalità”.