Vigili del fuoco: “Non ce la facciamo più, l’Italia deve sapere”

I vigili del fuoco, lodati da tutti per l’impegno eroico nelle operazioni di salvataggio dei dispersi nell’Hotel Rigopiano. Trattati da pezzenti, o quasi, dallo Stato. Sono talmente pochi da non poter fare nemmeno i turni. La denuncia arriva dal Conapo, il sindacato autonomo dei vigili del fuoco. Solo il grande impegno personale di ogni singolo pompiere riesce a mitigare, ma la situazione è al collasso.

“Nella nottata tra il 21 e il 22 gennaio sono stati lasciati solo 25 vigili del fuoco ad operare all’Hotel Rigopiano nonostante le 24 persone ancora disperse. E molti di quei pompieri erano all’hotel sin da giovedi 19, il primo giorno, esausti, alcuni hanno dovuto indossare calzature e guanti propri perché quelli in dotazione non erano adatti al gelo. Il materiale messo a nostra disposizione è scarso. La notte è difficoltoso lavorare, eppure basterebbe mettere delle torri-luce per lavorare anche la notte. 

Ci vorrebbe un esercito. Invece siamo pochi, talmente pochi che una zona dell’hotel non è stata proprio battuta. Nelle immagini che stanno girando in questi giorni si vedono centinaia di uomini: sono quelli del soccorso alpino, bravissimi, generosi, che si danno un gran da fare ma che pretendono di scavare senza avere le nozioni tecniche per farlo. Vogliono fare, si vogliono infilare. Bellissimo. Ma un conto è scavare in superficie la neve, un altro sapere cosa stai facendo quando scavi o demolisci. La buona volontà non basta.

Siamo sempre gli stessi, ogni tanto chi si stanca va a riposare un’oretta. Il nostro pranzo di oggi è stato mezzo panino con la Nutella, una merendina e un succo di frutta. La cena di ieri  è arrivata alle 4 di notte. La pasta e fagioli era talmente compatta che il mestolo si reggeva da solo. Non c’è nemmeno un bagno chimico, e siamo in tanti qui, tra carabinieri, guardia di finanza, volontari, poliziotti, soccorso alpino e noi pompieri. La pipì la facciamo nella neve, per tutto il resto c’è il bosco”.