Più trasparenza e meno lobby in Italia ed Europa

In buona parte d’Europa le lobby possono agire nell’ombra e in mancanza di regole certe, nonostante l’Unione europea ha da tempo avviato un processo di trasparenza rendendo accessibile la lista dei gruppi di interesse che direttamente ed indirettamente intervengono nel processo decisionale europeo.

A oggi, però, sono soltanto 6 su 28 i Paesi Ue dotati di un registro obbligatorio che regoli la questione. E l’Italia non è ancora tra questi. I cittadini devono poter vedere chi svolge attività di lobbismo, chi rappresenta e quanto spende.

Secondo una ricerca Openpolis per Repubblica tra Camera e Senato si conterebbero 26 intergruppi attivi: da quello per la sigaretta elettronica che mira a normare la materia a quello per la cannabis legale, fra le principali forze promotrici del testo discusso di recente in Parlamento. Tra i soggetti italiani maggiormente accreditati a Bruxelles figurano Confindustria ed Enel. Incontri con la Commissione Ue? Google, Airbus e Microsoft svettano nella top 10. Oettinger, Cañete e il falco Katainen, invece, tra i commissari più attivi.