Perle Gentiloni

Il “renziano prima ancora di Renzi” (copyright Fabio Martini), “un paravento che farà carriera” (Rutelli). Ecco le migliori perle del neo-presidente del Consiglio incaricato, Paolo Gentiloni.

“Si è chiusa una pagina drammatica del novecento. Vicini al popolo cubano che guarda al futuro”. La frase irrispettosa di Paolo Gentiloni via Twitter su Fidel (26 novembre 2016)

“Dobbiamo cedere sovranità a un’Europa unita e democratica”. (Twitter, 2 agosto 2012)

“Noi siamo contrari a pagamenti riscatti. Siamo contrari al pagamento di riscatti. L’Italia in tema di rapimenti si attiene a comportamenti condivisi a livello internazionale, sulla linea dei governi precedenti: è la nostra linea. L’Italia nella lotta al terrorismo non accetta lezioni da nessuno: siamo in prima fila, da tanti anni, dall’11 settembre e lo ribadiremo alla conferenza internazionale dei principali paesi della coalizioni anti-Isis”. Lo ha detto il ministro degli Esteri intervenendo alla Camera sulla liberazione delle due cooperanti italiane Vanessa Marzullo e Greta Ramelli rapite in Siria (16 gennaio 2015).
Mesi dopo fonti giudiziarie di Aleppo hanno confermato che per il rilascio delle due cooperanti rapite in Siria sono stati versati 12 milioni e mezzo di dollari.

Nel 2015, Gentiloni annuncia, come primo atto, di “riportare i marò subito a casa“.

“La situazione non si è risolta con la vittoria dei No al referendum greco: capisco gli elettori di Syriza quando festeggiano, un po’ meno i tifosi italiani. Il voto ha stabilito che Tsipras gode del sostegno della maggioranza dei greci. Ma questa non è la soluzione. Ora Grecia e Ue si pongano un obiettivo politico: evitare l’uscita di Atene con un piano sostenibile di riforme e rientro dal debito. Ed è questa la battaglia che farà oggi l’Italia. La vittoria politica di Tsipras lo renderà più forte per muoversi in questa direzione? Me lo auguro. Tocca a lui fare il primo passo”. Lo dice in un intervista al Corriere della Sera il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni (7 luglio 2015)

“Sono trascorsi esattamente due anni dalla mia nomina a Ministro degli Esteri. Un onore rappresentare l’Italia. Una grande responsabilità in un quadro internazionale in cui crisi e conflitti si susseguono senza soluzioni facili. Onore e responsabilità che richiedono la presenza nelle più varie parti del mondo. Ma quanto viaggia il Ministro degli Esteri? Ho chiesto ai miei collaboratori il totale dei chilometri percorsi in questi due anni di lavoro. Risultato: 706.000. Praticamente mille chilometri al giorno”. (Facebook, 1 novembre 2016)

“Negli ultimi otto anni Roma ha avuto due sindaci, Gianni Alemanno e Ignazio Marino. Entrambi, oggi, annunciano che al ballottaggio voteranno per Virginia Raggi. Ognuno ha le sue motivazioni. Alemanno, come Salvini, sostiene la candidata di 5stelle per colpire la sinistra. Sapendo che una politica evanescente comunque lascia spazio alle idee della destra e magari al ritorno delle cordate degli amici degli amici. Uno spazio che con Giachetti Sindaco sarebbe inesistente. Quanto a Marino, la sua mi sembra una ripicca incomprensibile e preferisco non commentare. Ma il punto è un altro. Finora si poteva dire che Raggi è una candidata priva della competenza e dell’esperienza necessarie per guidare il Campidoglio. Oggi c’è qualcosa di più. Il fatto che sia appoggiata da chi ha guidato Roma negli ultimi otto anni ci dice che con lei rischiamo di proseguire la stagione del declino di Roma. Alla faccia del cambiamento. Chi vuole cambiare ha un motivo in più per scegliere Roberto Giachetti”. (Facebook, 11 giugno 2016)

“Ringrazio il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e il presidente Renzi per la fiducia accordata. So che si tratta di una grande responsabilità: la politica estera non è una partita lontana o esotica ma influisce direttamente sul futuro nostro, sul futuro economico e della nostra sicurezza. Naturalmente lavorerò in continuità con quanto fatto dai governi precedenti, in particolare con il lavoro di Federica Mogherini […] Credo che sul futuro degli equilibri globali, sul futuro delle politiche europee, sullo sviluppo del Mediterraneo, il governo Renzi debba contribuire con la sua politica di essere all’altezza”. Dichiarazioni rilasciate da Paolo Gentiloni il 31 ottobre 2014 giorno dell’investitura da neo-ministro degli Esteri

“Ringrazio il presidente della Repubblica per l’incarico che mi ha conferito: è un alto onore che cercherò di svolgere con dignità e responsabilità. Il quadro ampio e articolato delle consultazioni sarà la base del mio lavoro per definire la composizione del governo e per accompagnare e se possibile facilitare con la necessaria sollecitudine le nuove regole elettorali. Ci mettiamo al lavoro”. Il primo discorso da premier di Paolo Gentiloni (11 dicembre 2016)