Io voto No perché un’Italia così mi fa schifo

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“Non perché la vostra riforma è sbagliata, pasticciata, confusa, come dicono in tanti. No, la vostra riforma della Costituzione è chiarissima, lampante, i suoi obiettivi evidenti anche agli occhi di un cieco.

Voi volete indebolire gli spazi di democrazia. A voi che la gente partecipi o meno alla vita politica e sociale del Paese interessa meno di zero. Quest’accusa vi farà ridere, perché voi siete moderni, al passo con i tempi e quindi puntate a rendere efficiente e veloce la democrazia. E invece NO. La democrazia è lentezza. Passo dopo passo. Uomo dopo uomo. Discussione dopo discussione. E’ un lavoro duro per conquistare teste ad un’idea, un progetto. Costruire consenso.

Io voto NO perché disprezzo i populisti (tutti e comunque targati), ma odio i populisti che hanno la responsabilità del governo di una nazione. Sono i peggiori. I più pericolosi. Gli artefici della più grande truffa di cui una comunità possa essere vittima. Pensate all’Italia di queste settimane roventi, ai capataz di un sistema di potere che sta raccogliendo attorno a sé il peggio della politica, dal Nord al Sud, che sventolano (come sorridenti tacchini al pranzo di Natale) la bandiera velenosa della lotta alla casta.

Io voto NO perché voi sbandierate l’idea di un cambiamento che è solo vostra.

Voi avete teorizzato che i diritti acquisiti dai lavoratori nel secolo passato sono zavorre, voi siete gli artefici del jobs act e dei voucher, voi siete i teorici della precarietà come modello di vita. Voi siete indifferenti ai bisogni, alla miseria e agli affanni quotidiani di milioni di italiani. Ma la vostra responsabilità più grande, quella che nessuno potrà mai perdonarvi, è l’uso falso delle parole, l’inganno di milioni di cittadini. Vi proponete come il nuovo e siete il peggio del vecchio, la politica delle élite, dei gruppi di potere, dei politicanti meridionali aggrappati alla mammella della spesa pubblica.

Ridateci il futuro, gridano i vostri giovani virgulti divorati dal virus dell’opportunismo, e non sanno che la frattura che voi avete provocato tra vecchie e nuove generazioni, padri e figli, giovani e vecchi, è il danno più grande che una società possa subire. Ridateci il futuro…con chi con Verdini, De Luca e le sue fritture da distribuire ad elettori beoti, i suoi soldi promessi ai laboratori di analisi privati mentre la sanità pubblica crepa?

Io voto NO perché tanta brava gente vota sì e mi dispiace di non aver avuto la forza, il tempo, le parole giuste per proporre le ragioni di un voto diverso. Brave persone, convinte di fare la cosa giusta. Hanno il mio rispetto e mai li considererò parte di una accozzaglia. Ma insieme a loro c’è una torma di lupi affamati di potere. Politici di mezza tacca che sbavano ai piedi del leader per la riconferma di un seggio, una presidenza, male che vada un sottosegretariato. Giornalisti una volta nel ruolo di aedo di questo o quel segretario di partito, disinvoltamente passati alla corte di Berlusconi, dei suoi grandi fratelli e dei giornaloni della destra e sempre pronti a spiegare al popolo bue come si deve stare al mondo.

Io voto NO perché c’è un capo del governo che ha deciso di spaccare un Paese intero.

Io voto NO perché sono un uomo di sinistra e credo che senza giustizia sociale non c’è democrazia.

Io voto NO perché il mio amico Peppino che ha 58 anni e la sciatica sale ancora su una impalcatura.

Io voto NO perché un’Italia così mi fa schifo”. Enrico Fierro