In Italia è cresciuto solo il lavoro sottopagato

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Secondo lo studio redatto da Eurofound, la Fondazione europea che si occupa del miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro dei cittadini membri dell’Unione Europea, l’Italia è tra i grandi paesi Ue insieme all’Ungheria, il fanalino di coda per quanto riguarda stipendi e qualità di occupazione creati tra il 2011 e il 2015.

In questi ultimi anni i posti persi nelle fasce medie, medio-basse e medio-alte dei salari ammontano a oltre mezzo milione. Al contrario, quelli recuperati si trovano praticamente tutti nel 20% più povero, e sono circa 330 mila. Appena 9.300, invece, sono i posti creati nel 20% più ricco. E il saldo è comunque negativo per 212 mila unità. Non risultano altre grandi nazioni europee in cui sia successo qualcosa di simile.

La situazione appare migliore, ma non di molto, scrive Davide Mancino del Fatto, se consideriamo soltanto il periodo 2013-2015. In questo caso troviamo qualche segnale di vivacità nella classe media, ma comunque la fascia di salari più povera è quella cresciuta in misura maggiore: abbiamo perso 117 mila posti che già non navigavano nell’oro rimpiazzati da altri 157 mila nella fascia più bassa dei salari. In quanto a qualità il bilancio resta molto negativo.

I nuovi posti a basso reddito si concentrano nel settore dei servizi. Secondo i calcoli di John Hurley, ricercatore che ha lavorato al rapporto, la fetta principale di questi impieghi riguarda mansioni come impiegati in imprese di pulizie, badanti, o venditori. Ma fra chi perde ci sono anche persone che fino a pochi anni fa non se la passavano poi così male, come i professionisti specializzati, per esempio.


Commenti

  1. […] In Italia è cresciuto solo il lavoro sottopagato (piccola parentesi, uno degli ultimi titoli ANSA in merito: Boom del lavoro a chiamata, ma ti rendi conto? Già solo per la tipologia, sembra una grossa presa in giro, ma chiamiamola per quello che è: solo e solamente un’enorme presa per il culo). […]