Femminicidio, negli ultimi dieci anni uccise più di 2.000 donne

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Il 25 novembre è la giornata internazionale contro la violenza sulle donne. La ricorrenza, iniziata nel 1999 grazie all’Assemblea Generale della Nazioni Unite, ha ufficializzato una data che fu scelta da un gruppo di donne attiviste, riunitesi nell’Incontro Femminista Latinoamericano e dei Caraibi, tenutosi a Bogotà nel 1981. La libertà delle donne è sempre più sotto attacco. Il femminicidio è solo l’estrema conseguenza della cultura che lo alimenta e lo giustifica.

In Italia le donne uccise nel 2015 sono state 128, oltre 80 già nel 2016. Tra il 2000 e il 2011 sono state uccise 2.061 donne. Dall’ultima indagine Istat emerge che 6 milioni 788 mila donne hanno subito nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale, il 31,5% delle donne tra i 16 e i 70 anni. Le donne straniere hanno subito nel corso della loro vita violenza fisica o sessuale in misura simile alle italiane. Sono i partners attuali o ex che spesso commettono le violenze più gravi che una caratteristica trasversale nella casistica della violenza sulle donne è la povertà, poiché questa è presente in alcune delle sue forme o ne è addirittura la causa.

La violenza domestica può assumere le forme più disparate ed umilianti. Secondo una ricerca condotta dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, per il 70% le donne, vittime di femminicidio, sono state uccise dai loro partners. In Italia, dall’ultima indagine statistica Istat, emerge che il 13,6% delle donne ha subito almeno una violenza fisica o sessuale all’interno della relazione di coppia (da un partner o da un ex) e che delle 2 milioni e 800 mila donne che hanno subito violenza da parte del partner ben il 65,2% aveva figli al momento della violenza e che, come emerge sempre dalla stessa indagine, il 40,2% di esse è stata vittima di violenze con ferite e che il 62,7% degli stupri registrati è opera dei partners o di ex partners.

Secondo un’analisi condotta nel 2015 da UN Women, l’ente dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per la promozione dell’uguaglianza di genere, la violenza cibernetica in Europa, una nuova forma di aggressione nei confronti delle donne che si aggiunge a quelle più “tradizionali” e note, è una vera e propria pandemia che interessa soprattutto le ragazze tra i 18 e i 24 anni. Secondo le statistiche, ben il 18% delle donne europee è stata vittima di una grave forma di violenza online da quando aveva 15 anni. Questo vuol dire 9 milioni di donne complessivamente. Un dato drammatico che deve far riflettere.

Questo è il contributo di Angela Finocchiaro che interpreta uno dei brani di “Ferite a morte“, il progetto teatrale sul femminicidio scritto e diretto da Serena Dandini.