Perle della Settimana: Razzi, Don Razzista e Don Mafia

La paura e la stupidità sono le cause fondamentali della religione, del potere, dell’autorità e perché no, anche della vanità… Carl William Brown

1° classificato: Antonio Razzi

“È evidente che i Cinque Stelle stanno facendo il loro mestiere. E cioè invogliare sempre più persone a votare per il Movimento. Ma i parlamentari M5s sanno benissimo che questa loro proposta è destinata a non vedere la luce. Danno battaglia solo per guadagnarsi una stella in più. Ma vorrei aggiungere una cosa importante. Su questo tema dei tagli agli stipendi, sette anni fa ho presentato anch’io un provvedimento. Ero ancora nell’Idv. Ma nessuno l’ha mai sottoscritto, neppure nel mio partito d’allora. Oggi è una proposta fuori tempo massimo. I costi per venire a Roma e per viverci sono alti e i politici non potrebbero farcela. Non si può fare politica in questo modo. Un tempo gli onorevoli erano chiamati così perché erano solo coloro che avevano i soldi o erano figli di papà. E, poi, diciamo la verità. Tutti si fanno i c…. propri. È inutile girarci intorno perché questa è la verità. Io cerco di vivere da operaio come ho sempre fatto. Vado in alberghi da operai, dove non c’è neanche una stella. L’unica stella sono io che ci sto dentro”. Antonio Razzi intervistato da La Notizia (26 ottobre 2016)

2° classificato: Don Paolo Paccagnella di Gorino

“Visto che noi siamo, per voi, infedeli: ma perché non ve ne andate nel vostro califfato di Iraq con il santo Califfo El Bagdadi, il quale vive di armi e uccide a tutto spiano coloro che non sono sunniti?”. Cartello apparso sia sulla facciata che dentro la chiesa di Gorino Ferrarese
“È colpa di voi perbenisti se la dignità dei migranti viene calpestata. Chi sono io per giudicare? Io le barricate non le comprendo, ma alle barricate non si sarebbe dovuto neppure arrivare. Se io vengo a casa sua e le porto dieci persone, la avviso un po’ prima così che lei possa prepararsi, no? E’ stata una brutta giornata, i giornali ci hanno dipinti come mostri, come razzisti. Guardi quante lettere ho ricevuto piene di insulti. Ma le sembra giusto? Lo Stato non può imporci di prenderci in casa della gente che non conosciamo, che non sappiamo da dove venga. Se a lei le dicono di portarsi in casa 10 persone, lei che cosa fa?”. Don Paolo Paccagnella Parroco di Gorino, il paesino in provincia di Ferrara dove dovevano arrivare 12 profughe, poi respinte dalle barricate e dalle proteste degli abitanti (27 ottobre 2016)

3° classificato: Don Giuseppe Svanera di Platì

“Il questore può comandare per il corteo e nei luoghi pubblici, ma non può mettere il naso nella chiesa. Dio non fa preferenze di persona, lo dice la Bibbia, piaccia o non piaccia. A me non me ne frega nulla se è una famiglia di mafiosi. A me non me ne frega niente che sia una famiglia di mafiosi, venite qui a parlare con loro. Se condanniamo questo cosa facciamo coi ladri e gli assassini? Questo non ha ucciso nessuno. E perché fa parte di un’associazione mafiosa ha ucciso persone? È  una persona che ammazza non un’associazione, questo dice la legge. Io dico quello che voglio, la coscienza è mia, dico solo quello in cui credo. Andate a quel paese!!! Io a Platì in due anni non ho visto la mafia, lo scrivete voi”. Don Giuseppe Svanera di Platì, uno dei centri della Locride passati alla storia come uno dei luoghi emblematici del potere e della pervasività della ‘ndrangheta, contesta la decisione del questore di celebrare il funerale di Giuseppe Barbaro, mafioso, senza corteo per questioni di ordine pubblico a “La Zanzara – Radio 24” (24 ottobre 2016)