Perle della Settimana: Corona, Hillary Clinton e Grillo

Più l’uomo è stupido e meglio capisce il suo cavallo… Anton Cechov

1° classificato: Fabrizio Corona

“I contanti trovati nel controsoffitto (oltre 1,7 milioni di euro, ndr) e quelli in Austria (900mila euro secondo Corona, ndr) sono frutto del mio lavoro e di quello della società Atena e avevo intenzione di pagare le tasse. Non ho mai guadagnato un euro in modo illecito in vita mia. C’è chi nasconde i soldi in cassaforte, mentre chi non ha la cassaforte li nasconde nel controsoffitto”. Fabrizio Corona durante l’interrogatorio di garanzia che lunedì scorso ha fatto tornare l’ex re dei paparazzi a San Vittore con l’accusa di intestazione fittizia di beni (14 ottobre 2016)

2° classificata: Hillary Clinton

“Ero segretario di Stato quando accadde Wikileaks. Ricorderete la debacle. Vengono fuori centinaia di migliaia di documenti. E io devo andare a fare il giro delle scuse. Avevo una giacca come se fosse il tour di una rock star. Il Clinton Apology Tour. Dovetti andarmi a scusare con chiunque fosse stato in qualche modo descritto nei cable in qualunque maniera che fosse considerata meno che lusinghiera. E fu doloroso. Leader che resteranno anonimi, che erano caratterizzati come vanitosi, egotisti e affamati di potere… Corrotti. E noi sapevamo che lo erano. Questa non era fiction. E io dovevo andare a dire: sai, i nostri ambasciatori, certe volte si lasciano trasportare, vogliono tutti essere dei letterati. Partono per la tangente. Cosa posso dire. Ho sentito uomini adulti piangere. Letteralmente, dico. ‘Io sono un amico dell’America, e tu dici quelle cose di mè. Frase quest’ultima che a quanto pare Hillary Clinton pronunciò con un accento italiano (e imitando la voce di Berlusconi, ndr), stando alla reazione di Blankfein che emerge dalla trascrizione”. Hillary Clinton durante una conferenza organizzata da Goldman Sachs nell’ottobre del 2013 ed emersa adesso tra le ultime e-mail diffuse da Wikileaks (16 ottobre 2016)

3° classificato: Beppe Grillo 

“Se ascoltiamo chi è per il “sì”, ci sembra che parli bene. Ma in realtà non si capisce niente, e se votiamo “sì” il paese va in mano a un menomato morale. Dovete votare con la pancia per dare un futuro ai figli, perché quelli di 50 anni fa non erano folli. Io voto “sì” al referendum! Ci dicono che costruiscono ponti, che il Pil cresce, che il paese va bene. Allora io voto “sì”. Ma siamo in una favola, la realtà è un’altra. E allora andate a votare, e a votare “no”, perché senza il quorum se a votare vanno in tre, e due votano “sì”, mettete il paese in mano a quelli lì, che non conoscono buon senso e onestà. Oggi non si capisce più niente, non si distingue più niente. Come facciamo a decidere se la critica della ragione è finita? Guardateli in faccia e fatevi una domanda: dareste i vostri risparmi al papà della Boschi e a Verdini? Ecco perché bisogna votare “no” il 4 dicembre. Il secondo cervello sta nella pancia, e voi dovete votare con l’intestino, ma senza cagarvi addosso”. Beppe Grillo a Sarzana, per concludere la “Marcia per la Costituzione”, organizzata dall’M5S ligure contro il referendum del 4 dicembre (10 ottobre 2016)