L’inutilità dei compiti estivi

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La lettera scritta da Marino Peiretti agli insegnanti di suo figlio Mattia che ha 13 anni e ha appena iniziato la terza media, frequenta una scuola a indirizzo Europeo con tre pomeriggi a settimana dalle 8 alle 16 e due mattine dalle 8 alle 14. Il papà di Varese non ha dubbi sull’inutilità dei compiti estivi. Nemmeno noi. Niente compiti e più tempo per essere bambini, godersi la vita e poter stare insieme con la famiglia.

“Buongiorno, mi chiamo Marino Peiretti e sono il papà di Mattia. Voglio informarvi che, come ogni anno, mio figlio non ha svolto i compiti estivi. Abbiamo fatto molte cose durante l’estate. Lunghe gite in bici, vita di campeggio, gestione della casa e della cucina. Abbiamo costruito la sua nuova scrivania e l’ho aiutato, sponsorizzandolo e ascoltandolo nel suo interesse primario: programmazione ed elettronica. Ha effettuato notevoli progressi. Sempre convinto del fatto che i compiti estivi siano deleteri, non ho mai visto professionisti seri portarsi il lavoro in vacanza, anzi. Voi avete nove mesi per insegnargli nozioni e cultura, io tre mesi pieni per insegnargli a vivere. Sono convinto che si presenterà fresco e riposato, nonché volenteroso per il nuovo anno scolastico. Diversi docenti, psicologi e avvocati condividono il mio pensiero. Sono comunque a disposizione per eventuali colloqui”.


Commenti

  1. […] Homeschooling, cosa c’è di bello in questa scelta? La libertà! Libertà per la famiglia e per il figlio, libertà di tutto, libertà d’imparare e, cosa non da poco, la possibilità di dare spazio agli interessi spontanei dei figli. […]