Spegnete la Tv ogni volta che c’è Salvini

Matteo Salvini-televisione

“Mentre scrivo Salvini è appena andato in onda su tutte le reti con la dichiarazione: “Mattarella (il presidente della Repubblica, n.d.r.) è complice degli scafisti”. La frase passa liscia, senza risposte, come se avesse detto che Mattarella è stato giudice della Corte Costituzionale.

La struttura della comunicazione italiana è la seguente: tutte le notizie italiane, con commenti, contraddizioni e repliche. E poi Salvini, indiscusso e assoluto benchè inventi i suoi offensivi interventi a braccio. Perciò, all’ora del vostro telegiornale preferito mettetevi con pazienza davanti al televisore.

L’ingresso delle immagini di Salvini oscilla fra la seconda e la quarta notizia e, in modo assoluto, non manca mai. Poichè è impossibile che Salvini (come, del resto, chiunque altro) possa dire una cosa nuova al giorno, e poichè, per grazia e volontà di Berlusconi, non partecipa più a nulla che possa immaginarsi come una coalizione nazionale, oltre alla impossibile cosa nuova c’è anche il dramma della impossibile nuova strategia. Dove potrebbe o vorrebbe andare? Dunque è inimmaginabile che ci sia attesa, per sapere fra un momento quali novità ci riserva. Eppure implacabilmente la televisione ce lo trasmette con maglietta della Polizia, frutto di appropriazione indebita (come fa sapere la Polizia stessa) e dopo avere dedicato la sua giovane e operosissima vita, all’ideale della secessione (che vuol dire spaccare il Paese, dopo averlo vilipeso in tutti i modi possibili) adesso, all’improvviso, si esibisce in un elogio dei sacri confini della patria.

Da persona che non deve essere stato in classe quando l’insegnante parlava dei seicentomila morti della prima guerra mondiale, ci comunica che lui, durante la ripresa televisiva, sta seduto sul bordo di quel confine per dire che i confini si difendono, non si aprono. E questo perché “ciascuno possa fare il comodo proprio a casa propria”. Un discorso del genere lo ascolti con pazienza da qualcuno che, essendo riuscito a scampare ogni possibile contatto con l’informazione e con la cultura, è giunto a tarda età e ricorda altri tempi in cui arrivava un re, come nelle canzoni di Jannacci, e ti faceva combattere. E se non camminavi dritto verso la mitragliatrice nemica, ti sparavano alle spalle, e iscrivevano il tuo nome fra gli eroi del paesello natìo, in piazza.

Salvini sa che, benchè la sua maglietta non gli sia stata donata dalle Forze dell’ordine, ormai si è messo al sicuro e non sarà fra quelli che dovranno andare a difendere i sacri confini della patria. Ma, proprio per questo, non vede l’ora che una guerra ci sia davvero, e non sa come provocarla. Ognuno ha la natura che ha. Salvini ha la sua, un po’ fascista e un po’ teppista, molto “armiamoci e partite”, nella migliore tradizione nazionale. E i confini della patria gli servono per vedere se qualcuno cade nella trappola e si infiamma (come avrebbero detto i primi squadristi) e comincia ad aggredire gli immigrati, che si sono infiltrati indebitamente nel Paese.

Tutto vero, io credo, e tutto giusto, dal punto di vista distorto della Lega. Ma perchè trasformarlo (lo fanno anche le Tv private) in un servizio pubblico obbligatoriamente imposto agli italiani? Dove sono numeri, statistiche, sondaggi che dicono che senza Salvini il pubblico ci resta male? Certo, il pubblico diventa più cattivo, e l’umore della gente peggiora. Perchè costringere così tanti alla cura di odio Salvini che, a differenza di tante medicine sgradevoli, fa anche male?”. Furio Colombo


Commenti

  1. […] élite e forze politiche per vari motivi, i media pompano solamente chi è addentro al sistema. Spegnete la Tv ogni volta che c’è Salvini. L’ascesa della Lega è la solita stupidaggine dei giornali e delle tv, l’unico miracolo di […]