L’ora maledetta di un film già visto

terremoto centro italia

Tanti aquilani hanno rivissuto la notte del 6 aprile 2009 nella quale la città fu distrutta da una scossa simile a quella avvenuta ieri mattina alle 3.38 ad Amatrice. Tra questi il cronista de Il Giorno che quella notte ad Onna perse il padre e due figli. È stato tra i primi, ieri, ad arrivare ad Amatrice: “È come se guardassi il remake di un brutto film, quello del sei aprile 2009“. Ogni volta piangiamo. Ogni volta c’è qualcuno che perde di più di altri e si porta dietro una ferita che non si rimarginerà mai. Ogni volta siamo impotenti.

“Saranno stati cinque sei minuti fa. La mia nuova casa a un piano, tutta in cemento armato ha tremato. Si è scossa. Come un fuscello in mezzo al mare. Scendo dal letto, credevo di essere al sicuro nel cemento armato. Ora non lo sono più. Vedo l’orologio, è ancora quell’ora maledetta, sono le 3 e 39 forse poco più, forse poco meno. Guardo fuori, si accendono le prime luci. Il mio villaggio a Onna è nel silenzio ma poi sento salire qualche voce. Il telefono comincia a squillare. Le gente è in strada , mi dicono, è tornato l’incubo. E’ tornato l’incubo. Senza fine. Riecco le macchine in strada , le coperte per passare la notte. Sui social si parla di una scossa di 6.4 in centro Italia, temo danni. Penso a chi ora potrebbe trovarsi in difficoltà. Spero che almeno nessuno stanotte debba piangere. Lo spero, in quest’ora che sembra maledetta”. Giustino Parisse