Il fallimento della politica economica del governo Renzi

governo Renzi-crisi economica

Dalle pagine del Financial Times un’autorevole conferma sul vicolo cieco in cui si trova il governo Renzi.  La diagnosi per l’Italia non lascia spazio a illusioni:  l’economia italiana langue e di conseguenza il suo debito pubblico è destinato a crescere e la crisi bancaria non può che peggiorare.  

FT, 12 agosto 2016

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Dopo la notizia odierna che l’economia italiana è cresciuta di appena lo 0,01 percento nel secondo trimestre, ecco un’altra tegola per Roma: il debito pubblico totale ha raggiunto 2.259 miliardi di euro a giugno, in crescita dai 2.241 precedenti, scrive Mehreen Khan.

Le due dinamiche sono strettamente legate. La bassa crescita fa aumentare il rapporto del debito attraverso il cosiddetto effetto “denominatore”. Con un’economia che ha mostrato pochi segni di vita dopo la crisi finanziaria (il FMI ritiene che l’economia italiana non ritornerà ai livelli pre-crisi per altri dieci anni), il peso del debito del settore pubblico è conseguentemente aumentato.

Il debito pubblico totale del paese ha raggiunto il 132 percento del PIL ed è il secondo più elevato in termini percentuali nell’eurozona, dopo quello greco. Il forte peso del debito limita la possibilità del governo di operare tramite la leva fiscale di fronte a una crisi, e lo rende vulnerabile ai mutamenti d’animo degli investitori che potrebbero provocare una crisi di solvibilità.

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L’inesistente crescita economica non darà alcun sollievo al sistema bancario del paese. Con l’Italia sepolta dal peso di 360 miliardi di euro di prestiti inesigibili, i suoi crediti in sofferenza sono lo specchio della sua economia in sofferenza.

A giudicare dai dati di oggi, le cose non miglioreranno nel prossimo futuro.

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(Un grazie a Frederik Ducrozet di Pictet per l’ultimo grafico. I primi due grafici sono di Bloomberg)

(Traduzione vocidallestero)