Ecco quanto ci sono costati 50 anni di terremoti

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Considerando solo gli ultimi 50 anni si sono verificati 7 terremoti gravi concentrati nei 44 anni che vanno dal 1968 al 2012. Sette sismi che ci sono costati cinquemila morti, oltre 500 mila sfollati e 121 miliardi di euro di soldi pubblici spesi per ricostruire. A fornire questi dati è un interessante studio effettuato dal “Consiglio Nazionale degli Ingegneri“. Esaminando gli ultimi 150 anni i grandi terremoti sono stati in tutto circa 30, in pratica uno ogni 5 anni.

Dal 1964 ad oggi si sono verificati eventi distruttivi concentrati nel periodo che va dal 1968 (data del terremoto del Belice) al 2012 (anno in cui si sono verificati i sismi in Emilia- Romagna).

Nell’analisi dei costi economici complessivi dei terremoti si tengono conto:

– il ripristino del patrimonio abitativo e degli edifici pubblici;
– i danni alle infrastrutture (rete viaria e ferroviaria, sistema idraulico, rete idrica, fognature, gas e rifiuti);
– i danni al patrimonio storico e artistico;
– i danni alle attività produttive (industria, servizi e agricoltura).

Inoltre vanno considerati gli effetti dei mancati guadagni per le aziende sull’occupazione, quantificandoli attraverso i costi per misure di sostegno al reddito (CIG) ordinarie, straordinarie e in deroga e aiuti una tantum ai lavoratori autonomi. Anche gli sgravi fiscali e le esenzioni dalle imposte vanno considerati e con essi anche i costi per la governance che comprende la gestione burocratico-amministrativa ed i costi per il personale aggiuntivo a termine, nonché gli aggravi di spesa corrente per servizi pubblici, come quelli per l’attivazione di presidi medici e di assistenza a gruppi con fragilità (anziani) o per cure eseguite a domicilio o ricoveri in strutture regionali, come pure le esenzioni dal pagamento del ticket. Devono essere considerate, inoltre, le risorse necessarie per consentire la ripresa dell’attività scolastica, con soluzioni alternative per le scuole gravemente danneggiate.

Per quanto riguarda il terremoto della Valle del Belice avvenuto nel 1968 gli stanziamenti previsti (e che saranno attivi ancora sino al 2018) ammontavano in oltre 2,2 miliardi. In base ai coefficienti di rivalutazione monetaria indicati dall’Istat questi importi equivarrebbero nel 2014 a circa 9,2 miliardi di euro.

Per quanto riguarda il terremoto del Friuli Venezia Giulia, gli stanziamenti previsti (a partire dal 1976 e fino al 2006) che ammontano a 9.264 miliardi di lire (valore nominale) convertiti in euro e rivalutati a valore 2014 sulla base degli indici Istat di rivalutazione monetaria, ammonterebbero a oltre 18,5 miliardi di euro.

Per la ricostruzione delle zone terremotate dell’Irpinia e della Basilicata, colpite dal terremoto nel 1980, sono stati autorizzati stanziamenti (previsti sino al 2023), espressi in valori nominali, pari a oltre 23,5 miliardi di euro. In base ai coefficienti di rivalutazione monetaria, l’importo sopra indicato corrisponderebbe, a valori 2014, a circa 52 miliardi di euro.

Per la crisi sismica avviatasi nel settembre 1997, che ha interessato una vasta fascia della catena appenninica nella zona di confine tra le Marche e l’Umbria sono stati autorizzati stanziamenti (a partire dal 1997 e fino al 2024), pari a circa 11,7 miliardi di euro, che espressi in valori nominali che, attualizzati a valori 2008, corrispondono a quasi 13,5 miliardi di euro.

Per il sisma che ha colpito i territori al confine fra il Molise e la Puglia nel 2002, gli stanziamenti previsti (a partire dal 2002 e fino al 2023) ammontano a 1,3 miliardi di euro che, attualizzati a valori 2014, corrispondono a 1,4 miliardi di euro.

Per quanto riguarda i due terremoti più recenti, quello dell’Abruzzo del 2009 ed il terremoto del 2012 con epicentro in Emilia, dati più utili da prendere in considerazione sono quelli sulla stima dei danni oggetto di più accurate valutazioni rispetto al passato. Soprattutto in Emilia lo sforzo è stato di quantificare i possibili costi. Rispetto dunque al terremoto dell’Aquila, le risorse stanziate per l’emergenza e per affrontare la ricostruzione ancora ampiamente da realizzare ammontano secondo il Governo a 10,6 mld di euro. Mentre le stime circa i danni sulla base della Relazione di fine mandato presentata nel settembre 2012 dal Commissario per l’emergenza terremoto, il Presidente della Regione Abruzzo Gianni Chiodi, il costo complessivo della ricostruzione è di almeno 13,7 miliardi.

Allo stesso modo per l’Emilia-Romagna, a fronte di uno stanziamento previsto pari a 9 miliardi, le stime dei danni riportano 13,3 miliardi tenuto conto della stima preparata dall’Amministrazione regionale per la Commissione europea, per accedere al Fondo di solidarietà.

Per la prevenzione bastavano circa 1/3 e 1/4 di quanto abbiamo speso in 50 anni per ricostruire dopo i terremoti.