Noi, loro, tutti. L’odio non risparmia nessuno

fantasmi

La violenza e l’odio sono ormai parte integrante della nostra vita quotidiana. Ci annientiamo tutte le volte che crediamo di essere gli unici depositari di idee forti, di valori, di tradizioni culturali. Violenza che pervade tutto e tutti. L’ignoranza totale è un fenomeno irreversibile che forse porterà alla fine del mondo.

Non può non tornare in mente il sermone del pastore Martin Niemöller poi attribuito anche a Bertold Brecht. Una poesia che è diventata un “manifesto” contro il razzismo, l’intolleranza, la violenza, il fanatismo e la stupidità, che quasi sempre si accoppiano.

“Prima di tutto vennero a prendere gli zingari, e fui contento, perché rubacchiavano. Poi vennero a prendere gli ebrei, e stetti zitto, perché mi stavano antipatici. Poi vennero a prendere gli omosessuali, e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi. Poi presero i comunisti, io non dissi nulla perché non ero comunista. Quando rinchiusero i socialdemocratici, io non dissi nulla perché non ero socialdemocratico. Quando presero i sindacalisti, io non dissi nulla perché non ero sindacalista. Poi presero gli ebrei, e io non dissi nulla perché non ero ebreo. Poi vennero a prendere me. E non era rimasto più nessuno che potesse dire qualcosa”.

La poesia ha influenzato la canzone Yellow Triangle (“Triangolo giallo”) del cantante di musica folk Christy Moore.


Commenti

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