Il Vangelo secondo Alì

Muhammad Alì

Muhammad Alì è morto. Semplicemente era il più grande. Muhammad Alì è stato un campione anche e soprattutto fuori dal ring. Alì-uomo ha influenzato le scelte di tanti uomini nella vita di tutti i giorni.

Cassius Clay è un nome da schiavo. Io non l’ho scelto e non lo voglio. Io sono Muhammad Alì, un nome libero. Vuol dire amato da Dio. Voglio che la gente lo usi quando mi parla e parla di me”. (1964)

“Muhammad significa degno di lode, e Alì significa altissimo. Clay significa creta, polvere. Quando ho riflettuto su questo, ho capito tutto. Ci insegnano ad amare il bianco e a odiare il nero. Il nero era il male. Hanno fatto il pane degli angeli bianco e la torta del diavolo color cioccolato. Il brutto anatroccolo è nero. La magia cattiva è la magia nera. Ma quello che voglio dire è che nero è bello. Nel commercio, il nero è meglio del rosso. O pensate al succo di mora: più nera è la mora, più dolce è il succo. La terra grassa, fertile, è nera. Il nero non è il male. I più grandi giocatori di baseball sono neri. I più grandi giocatori di football americano sono neri. I più grandi pugili sono neri”.

Dio mi ha mandato qui per un motivo. Lo sento. Sono nato per fare tutto quello che sto facendo e che ho fatto finora”.

“La vita è breve, e diventiamo vecchi velocemente. Non ha senso sprecare tempo odiando le persone“.

Impossibile è soltanto un parolone pronunciato da gente misera che trova più facile vivere nel mondo che gli è stato dato piuttosto che esplorare le possibilità che hanno per cambiarlo. Impossibile non è un dato di fatto. Impossibile è un’opinione. Impossibile non è una dichiarazione. È una sfida. Impossibile è un’eventualità. Impossibile è temporaneo. Impossibile è nulla“.

Vola come una farfalla, pungi come un’ape. Combatti ragazzo, combatti”. (1964, prima del match con Sonny Liston)

Non ho mai litigato con questi Vietcong. I veri nemici della mia gente sono qui. Perché mi chiedono di indossare una divisa, andare a 10.000 miglia lontano da casa e lanciare bombe e proiettili sulle teste dei Vietcong quando i cosiddetti ‘negri’ della Louisiana sono trattati come cani e privati dei diritti umani?”. (1966), sul perché si fosse rifiutato di arruolarsi nell’esercito americano e combattere in Vietnam.

“Le mie sofferenze fisiche sono state ripagate da quello che sono riuscito ad ottenere nella vita. Un uomo che non è coraggioso abbastanza da assumersi dei rischi, non otterrà mai niente”. (1984, Houston)

La gente dice che parlo lentamente oggi. Sai che sorpresa. Mi sono beccato 29.000 pugni in faccia. Ma ho guadagnato 57 milioni di dollari e ne ho risparmiati la metà. Di pugni forti ne ho presi pochi. Sai quante persone di colore vengono uccise al giorno d’oggi da colpi di pistola o da coltellate senza incassare una lira. Magari parlo lentamente, ma la mia testa è a posto”. (1984, a Seattle)

Quello che mi ferisce realmente, è che vengono coinvolti i musulmani e l’Islam. Ma l’Islam non è una religione votata a uccidere, l’Islam è pace. Non riesco a stare seduto a casa e guardare le persone che accusano i musulmani di essere la causa di tutti i loro problemi”. Dopo gli attentati dell’11 settembre