Voi rischiate, le banche guadagnano

soldi volati

“I risparmiatori sono comprensibilmente spiazzati dai tassi vicini allo zero di titoli di Stato, buoni fruttiferi, libretti postali ecc. Ma c’è chi millanta di avere la soluzione: “Per ottenere di più, bisogna rischiare un po‘” o peggio ancora, in maniera più diretta: “Basta rischiare di più e si hanno rendimenti più alti“. Questo è il messaggio ricorrente, quasi martellante, in articoli e in interviste radiofoniche e televisive di pretesi esperti.

È tutto molto semplice, a sentire costoro e quanto ripetono impiegati di banca, promotori finanziari e sedicenti consulenti. Basta dare l’addio senza rimpianti alle soluzioni dai rendimenti sicuri, ma ormai irrisori. È sufficiente passare ai fondi azionari, ai certificati, ai titoli in valuta estera ecc. e mediamente (e comunque a lungo termine) si avranno risultati soddisfacenti.

In realtà dietro a tutto ciò c’è un imbroglio e un disegno occulto. L’imbroglio è l’uso costante di frasi capziose quali: “Con le azioni si può ottenere il 5% l’anno” oppure “Coi fondi flessibili si arriva sopra il 3%”, senza aggiungere “Ma uno ci può rimettere anche il 3%, il 5% o magari il 20% in pochi mesi”. Così facendo si distoglie l’attenzione dall’eventualità della perdita.

Il fine nascosto è rifilare ai clienti gli impieghi più convenienti, non per loro, bensì per la banca (o la rete di vendita porta a porta). Piazzando ad esempio un certificato, essa può raschiare via subito il decuplo di quanto il Tesoro rigira all’intermediario sui Btp Italia (0,3 per cento). Con un fondo comune può arraffare in un modo o nell’altro un 2-3 per cento l’anno, ossia facilmente cinquanta volte tanto.

Ricade però tutto sul risparmiatore il rischio di perdite con investimenti azionari diretti o peggio tramite fondi comuni, vere e proprie scatole nere, o certificati con strutture incomprensibili. Viene in mente la famosa battuta “Armiamoci e partite”, da trasformare in: “Voi rischiate e noi guadagniamo”.

Inoltre è falso che secondo la matematica-finanziaria o la teoria economica gli investimenti più rischiosi rendono mediamente di più. È dimostrabile tutt’al più una tesi ben diversa: un investitore razionale accetterà rischi solo a fronte dell’aspettativa, comunque soggettiva, di rendimenti attesi abbastanza alti. Ma pure quanti dilapidano i risparmi alle slot-machine o col gratta-e-vinci lo fanno con l’aspettativa di vincere.

Conclusione: è più prudente rassegnarsi, almeno per un po’, a rendimenti molto bassi”. Beppe Scienza