Perle della settimana: Marchini, Meloni, Raggi e il grande Bertolaso

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Il vantaggio di essere intelligente è che si può sempre fare l’imbecille, mentre il contrario è del tutto impossibile…. Woody Allen

1° classificato: Alfio Marchini

“Oggi in Italia abbiamo tre populismi, quello di governo, quello di piazza di Meloni e Salvini e quello della rete M5S. Tutti e tre alimentano il conflitto sociale e tra le istituzioni.
È una sciagura e la storia ci insegna che solo i moderati hanno garantito agli italiani settant’anni di benessere, sicurezza e libertà.
Liberi dai partiti non vuol dire “a morte i partiti”, ma che i partiti devono avere il coraggio di aprirsi e di lasciare spazio ad un movimento civico come il nostro, che ha sempre difeso i diritti dei cittadini.
Il concetto di libertà è un concetto di apertura e accoglienza, mentre oggi abbiamo populismi che incitano all’odio.
Bisogna mettere insieme un progetto politico capace di risolvere davvero i problemi della città. ‪#‎IoCiMettoIlCuore‬”. Alfio Marchini su Facebook (1 maggio 2016)

2° classificata: Giorgia Meloni

“Pulita, senza buche, a misura di mamma e di commercio ‪#‎questaèRoma‬. Destinerò tutte le risorse a disposizione per avere un manto stradale all’altezza della Capitale d’Italia, per portare la raccolta differenziata al 75%, per ideare una città in cui gli asili nido non siano un bene di lusso e il commercio delle botteghe storiche torni a essere fiorente. Adesso Roma è un museo ridotto a stalla. Noi riapriremo il museo più grande e bello del mondo”. Giorgia Meloni su Facebook (29 aprile 2016)

3° classificata: Virginia Raggi

Virginia Raggi scambia il fake di Alfio Marchini con quello vero e accusa il Pd di pensare a un patto del Nazareno per Roma. Il fake di Marchini scrive su Facebook un post rivolgendosi a Giachetti: “In amicizia vorrei chiedere al simpatico e romanista Roberto Giachetti, il suo slogan ‘Roma torna Roma’ esattamente che significa? Risposta ti attendo. Roma ti amo”. Giachetti aveva risposto: “Caro Arfio, aver usato ‘Roma torna Roma’ come slogan della mia campagna elettorale vuol dire che mi candido per fare in modo che la nostra capitale torni a essere un punto di riferimento nel mondo per bellezza, cultura, accoglienza. Sono certo che alla fine mi voterai anche tu, lasciando il tuo quasi-omonimo nelle braccia di Silvio. Berlusconi nun te temo. Arfio ti tento. Roma ti amo”.
Virginia Raggi inizialmente, confonde “Arfio” con il vero Marchini, più tardi si accorge dell’errore, corregge il post:
“C’È CHI PENSA A UN “PATTO DEL NAZARENO” SU ROMA E CHI, COME IL M5S, IL PATTO LO STRINGE CON I CITTADINI
Pian piano vanno delineandosi le forze in campo. Ad esempio c’è chi, come Giachetti, lancia un endorsement molto chiaro (al fake) di Alfio Marchini (“Arfio ti tento, Roma ti amo”), guarda il caso, proprio all’indomani delle nozze sancite dal vero Alfio con Berlusconi…
E lo fa mentre il capo al Senato dei verdiniani, Lucio Barani, afferma che Ala a Roma sosterrà proprio uno dei due (non sanno ancora chi, ovviamente, dipende da cosa gli verrà promesso).
Insomma, vecchi inciuci si ripetono: c’è chi dal Pd lavora per un nuovo Patto del Nazareno a Roma e chi, come il M5S, il patto lo stringe con i cittadini.
Abbiamo una grande opportunità di metterci finalmente il passato alle spalle. Vogliamo una “rivoluzione normale”, per riportare alla luce la Roma del merito e della legalità.
Dipende solo da noi…..”. (29 aprile 2016)
“Caro Arfio, preferisco quando mi si sfotte per un refuso a quando montano notizie bufala su di me per screditarmi. Almeno nel primo caso mi faccio una risata.
Comunque voglio rincuorarti: non ti ho confuso (e del resto come avrei potuto).
E la domanda resta: il Pd e Berlusconi (oggi insieme anche all’Alfio vero) stanno o no pianificando un altro patto del Nazareno sulla Capitale?
Tutti alleati contro il Movimento 5 Stelle, ma questa volta gli andrà male, perché la città è stanca e ha voglia di reagire”. (29 aprile 2016)

FUORI CLASSIFICA: Guido Bertolaso

“Fin dall’inizio ho accettato di partecipare ad una sfida che sapevo difficile a causa delle fibrillazioni del sistema politico italiano. Pensavo e penso tuttora che la rigenerazione dei partiti non possa prescindere dalla qualità degli uomini che sono chiamati alle relative responsabilità. Con questo spirito ho quindi deciso di sedermi in panchina per consentire alle forze che si riconoscono nei principi del liberalismo e del cattolicesimo di unire i loro sforzi e partecipare alla competizione elettorale puntando a vincere e non solo a testimoniare. Resto comunque a disposizione della mia città, che amo come una seconda famiglia, per poter svolgere quel ruolo che ritengo indispensabile per la sua rinascita, nella speranza che il futuro sindaco sia in grado di restituire dignità alla città più bella del mondo per trasformarla in quello che finora non è stata: una grande capitale europea al servizio dei suoi cittadini e dell’intera Nazione”. Guido Bertolaso su Facebook (28 aprile 2016)