Perle della settimana: Il non terrorista, Di Battista e Bertolaso

Un fesso fa sempre domande, ha una domanda per tutto, ha più domande di quante risposte ci possono essere…. Jonathan Swift

1° classificato: Hakim Nasiri

“Non sono un terrorista, se fossi un terrorista non sarei qui. Quel mitra nella foto è solo un giocattolo. I video nel cellulare? Un equivoco, a 23 anni tutti giocano con il telefonino. Quella foto è stata una idea del direttore del supermercato in cui lavoravo in Inghilterra, risale a circa un anno e mezzo fa. Per scherzo, era un’arma giocattolo. Sono un pover’uomo e voglio solo lavorare. Rispetto l’Italia. Sto aspettando il permesso di soggiorno da cinque anni, da quando sono qui. Sono venuto qui per il permesso di soggiorno, tutti mi conoscono”. Lo ha detto a Sky TG24 Hakim Nasiri, l’afghano arrestato per terrorismo internazionale e poi rilasciato dopo due giorni di carcere (14 maggio 2016)

2° classificato: Alessandro Di Battista

“Federico Pizzarotti deve chiedere scusa ai cittadini di Parma. Uno del Movimento 5 stelle non si comporta così, per questo l’abbiamo sospeso. Abbiamo delle regole molto dure, di estrema intransigenza e per questo veniamo anche criticati, ma è l’unico modo per tenere la barra dritta. Noi non siamo la Democrazia cristiana. Se qualcuno la vuole, può scegliere: ci sono tutti gli altri partiti messi insieme che la rappresentano. Per noi mantenere la coerenza è più importante di quel “consenso a ogni costo” che ha rovinato la politica. Per il Movimento 5 Stelle l’intransigenza è un valore, come il rispetto dei cittadini che non sono solo elettori”. Alessandro Di Battista in un’intervista al quotidiano nazionale “La Repubblica” (15 maggio 2016)

3° classificato: Guido Bertolaso

“Ho convinto io Berlusconi a mollare Salvini, un fascista che sputa sul tricolore. Ci ho messo quasi una settimana a convincere Silvio. Sono io che ho portato Alfio da lui la notte del 25. Berlusconi non voleva: “Piuttosto che rompere la coalizione, andiamo avanti da soli” diceva. Ma io avevo tutta Forza Italia contro, c’erano candidati in consiglio comunale che facevano manifesti senza neanche mettere il mio nome. Non c’erano più le condizioni. Io l’ho capito e ho fatto quello che ritenevo più giusto per il bene della città. E lui ha ceduto: “Con lo charme di Alfio e la concretezza di Guido andremo lontano“. Guido Bertolaso intervistato da Repubblica (12 maggio 2016)