Orlando Portento, una vita controcorrente

Orlando Portento

Orlando Portento è un grande Uomo Qualunque, oltre che amico personale. Da sempre contro tutti e tutto. In questa lunga intervista realizzata da Roberto Bordi, ripercorre la sua carriera tra calcio, piccolo schermo, satira, costume e ….. cammellate. Eccone un estratto.

«In passato ho lavorato a fianco di Paolo Valenti e Walter Chiari. Ma che ne sanno i giovani…». In effetti, a chi ha meno di 30 anni e/o non ha mai letto Storia della televisione italiana di Aldo Grasso o bazzicato sulle tv locali genovesi, il nome di Portento dice pochino. Il “tricchebalacche” e le “cammellate”. L’(in)amicizia con Beppe Grillo e la lunga storia d’amore con Angela Cavagna, l’infermiera sexy di Striscia la notizia che ha fatto perdere la testa a mezza Italia. Eppure, oltre alle gambe chilometriche e al seno prosperoso della Cavagna, c’è di più. Molto di più. Un pezzo di storia della televisione italiana, nazionale e locale. Di Genova e del quartiere popolare di San Fruttuoso, dove Portento vive ancora oggi.

«Tutto è partito da qui. Il bar Cucciolo e il bar Lux. Piazza Martinez, il nostro ombelico del mondo. È in questo spiazzo che abbiamo progettato i nostri primi scherzi, anticipando lo spirito che avrebbe animato Amici Miei». Zingarate ante litteram. Portento e la sua compagnia, compreso il “Giuse” non ancora “Beppe” Grillo, improvvisano sketch comici in giro per la città. Le vittime sono ignari passanti. «Il mio bersaglio preferito? Il classico borghese di mezz’età. Facevo finta di chiedergli un’indicazione per andare a San Martino. Il tempo che iniziasse a parlare e correvo via a perdifiato. L’obiettivo era schivare le ombrellate…». E non finisce qui. Le pernacchie ai passeggeri del treno. I marameo ai tranvieri. E idee balzane nei tempi morti. «Che si fa stasera?». «Prendiamoci un caffè». « Ma dove?». «A Milano!» «Sì, tutti a Milano!».

Ma parliamo proprio del “Giuse”. Che in quegli anni, dopo aver rinunciato a occuparsi dell’azienda di famiglia, lavora come piazzista di jeansIl suo sogno però è un altro: sfondare come comico. E Portento lo aiuta, prestandogli battute, barzellette, gag e molto altro. Un processo di osmosi che qualcuno definirà di plagio. Ma mentre Grillo futuro “Beppe” è protagonista dei primi spettacoli di cabaret tra il Mix in Glass di piazza Leopardi e l’Instabile di via Trebisonda, Portento si fa conoscere a Genova come presentatore di serate. La stoffa non gli manca, la bellezza neanche.

L’inizio della carriera di Orlando nel mondo dello spettacolo inizia benissimo. Nel 1979 conduce su Radio Genova Sound Sport…ento, una rubrica di approfondimento calcistico dove sbeffeggia calciatori e allenatori di Genoa e Sampdoria. Rgs, dove lavorano anche personaggi come il giornalista sportivo Beppe Nuti e Corrado “Dado” Tedeschi, è il microfono ideale per propagare nell’etere le sue battute fulminanti e dinamitarde.

Nuti, volto noto delle tv locali genovesi, lo ricorda così: «In quella trasmissione Orlando riusciva con ironia e cognizione di causa (essendo stato un ottimo giocatore di calcio) a cogliere tutti gli aspetti negativi e positivi di questo sport. È stato un conduttore e un opinionista di rottura. Un ex calciatore che, con una testa diversa, avrebbe potuto fare un’ottima carriera». Normale che la televisione si accorga di lui. «Un giorno mi chiama il cantante Michele, che mi propone di condurre una trasmissione su Telenord. L’avrei chiamata “I primati di Orlando”, dove la scena era monopolizzata da personaggi con stravaganze fisiche ed estetiche. Un format poi scopiazzato da Mediaset».

Nei primi anni Novanta Portento lavora a stretto contatto con la compagna (Angela Cavagna, ndr). Le scrive i testi per il programma Rai Detto tra noi, di cui è inviata per circa 80 puntate. Giusto il tempo perché Orlando accusi di truffa alcuni membri del cast del programma. Inevitabile, scatta l’epurazione. Nel 1994 Portento torna a indossare le cuffie ne L’Orlando curioso, in onda su Radio Rai. È un periodo florido per Orlando, che tra il 1995 e il 1998 presenta ogni lunedì sera su Rai 3 Liguria Sport…ento, la rubrica calcistica del tg regionale.

15 febbraio 2006: il giorno, il mese e l’anno zero che aprono una nuova fase nella vita di Portento. La moglie partecipa come concorrente al reality-show La fattoria, condotto da Barbara D’Urso su Canale 5. Ma al termine di una prova d’abilità, Angela Cavagna viene eliminata. In studio c’è il marito, che si prende la scena con uno show fatto di battute fulminanti accompagnate da una strepitosa mimica clownesca. «C’è la Juventus di mezzo. Cioè il potere. […] Si sono fatti il loro tricchebalacche. […] Era tutto programmato, si son fatti le loro cammellate», a cui Orlando fa seguire la sua mossa preferita: gamba destra alzata, le braccia a formare un angolo retto e la mano destra socchiusa fatta roteare. È il trionfo, l’acme, l’apice del trash.

Striscia la notizia riprende la gag di Orlando e la trasmette a ripetizione, investendolo di un’ondata di popolarità che gli vale una lunga serie di ospitate nei salotti televisivi delle reti Mediaset.

Alla fine del 2011 Portento è tornato a Telegenova con L’Orlando furioso. La scenografia è spartana. Due riflettori, una telecamera e una manciata di sedie vuote. Lì dovrebbero accomodarsi i pasdaran della politica genovese, accusati da Orlando di totale incapacità. Su tutti Marta Vincenzi e Roberta Pinotti. Nessuno lo sa — forse neanche lui — ma Portento sta preparando la sua discesa in campo. A maggio ci sono le elezioni comunali e, a qualche mese dalla consultazione, decide di candidarsi con una lista civica a suo nome.

Un’esperienza che non gli fa mancare nulla; dalle polemiche contro il Movimento 5 Stelle dell’ormai ex amico Grillo (che voterà però alle politiche 2013) agli atti d’accusa contro l’amministrazione uscente di centro-sinistra, tacciata di inefficienza e menefreghismo. In caso di elezione a sindaco, Portento promette un aumento delle risorse per la sicurezza da finanziare con un taglio deciso ai costi della politica. Tra le sue proposte — alcune delle quali volutamente provocatorie — la realizzazione di una moschea a Nervi, l’eliminazione dei privilegi per i consiglieri comunali, la riapertura del sottopasso di Brignole e l’introduzione del “bigliettario” per combattere l’evasione sugli autobus. Comunque vada, sarà un successo.

Il risultato delle elezioni è in linea con le aspettative della vigilia. Portento raccoglie 1728 voti, pari allo 0,65 per cento. Non abbastanza per entrare in consiglio comunale, ma sufficienti per impedire ai 5 Stelle di sfidare al ballottaggio il futuro sindaco Marco Doria. «Il giorno dopo Grillo dirà al Secolo Xix che senza di me ce l’avrebbe fatta. Una soddisfazione enorme! L’ultima volta che l’ho incontrato? Al funerale del nostro amico comune Dino Luongo. Sarà stato il 2007». «Cosa dici Orlando, era il 2000!», lo corregge un amico che partecipa alla chiacchierata. «Belin ma sono già passati 16 anni? Come vola il tempo!», la risposta malinconica di Portento.

Oggi Portento fa il pensionato. Ma si sa, il personaggio è imprevedibile e potrebbe inventarsi dal nulla un nuovo show, magari in qualche tv locale.